"…è un modo di vivere." HCB

Archivio per luglio, 2011

Oggi ho aperto il garage.

Era presto, prima delle sette, e c’era freddo. Non il freddo che c’è di mattina in luglio, quello al massimo è fresco e poi qui c’è sempre afa: era un freddo intenso, il freddo che c’è nei primi giorni di aprile, quando tiro fuori la moto dopo l’inverno che il tempo comincia a essere affidabile e non rischio di prendere l’acqua.
C’era lo stesso freddo e la stessa sensazione nel salire sulla moto, un bel respiro profondo prima di infilare il casco integrale e giro la chiave.
Rumore, sorrido, lo scarico Arrow mi fa questo effetto, metto la prima e il manubrio quasi mi si strappa dalle mani, poi la strada, e “Summer song” di Satriani aumenta di volume nella mia testa.

Ho pensato un sacco di volte di vendere la mia Cibierrina 600F, avevo anche fatto l’annuncio ma a parte qualche russo non si è fatto avanti nessuno. Le ho fatto anche poca pubblicità ed ora ne sono contento, anche se adesso prende un filo di polvere in garage perchè non ho più il tempo di portarla a spasso come facevo un tempo, e un po’ mi dispiace. La uso per andare a lavorare, mi bastano quei pochi minuti per ossigenarmi e a volte allungo il giro per la sola sensazione di spalancare il gas e sentirla accelerare; mi scatena l’aggressività, a me sono aggressivo solo quando ho la pancia vuota, ma è quella buona, quella che mi allontana da tutto e mi avvicina al tempo che dedico a me. Che è sempre troppo poco, ma per adesso va così.


‘Scuse me while I kiss the sky

Pensavo che partecipando al Project 365, una foto al giorno per 365 giorni, avrei dato un senso a ciascun giorno, un senso originale, creativo. Oppure un senso basta sia, ci sono anche quei giorni lì…
Invece dopo un po’ ho mollato, i ritmi di questi giorni sono troppo serrati per gestire un progetto del genere. Lo vedo al mattino quando faccio la mia oretta di autostrada con il mio collega: non ho mai argomenti, di solito ci vediamo molto prima di colazione e ci salutiamo verso l’ora di cena, c’è giusto lo spazio per un giretto in bici prima che venga buio e la serata si spegne a cena con i miei perchè non ho le forze di fare altro.
Anche la salute ne risente, domenica mi è venuto un coccolone ed ero da solo in spiaggia, dovrebbero essere solo sbalzi di pressione ma mi sono spaventato abbastanza visto che ero a tre ore di macchina da casa. Ma è andata.
Detto questo ho una novità: per agosto mi hanno commissionato una mostra fotografica in occasione di San Lorenzo. I più colti avranno associato il titolo di questo post a Purple Haze di Jimi Hendrix… se non lo avete fatto ascoltate 50 volte Jimi Hendrix Experience, are you experienced e tornerò a parlare con voi.
No va beh, scherzo… insomma, devo scattare entro agosto una decina di foto che abbiano tutte questo filo conduttore: le stelle e la psichedelia.
Mi sto documentando, su questa canzone c’è un’intera pagina su Wikipedia e sto leggendo anche un tot di roba sulle costellazioni, loro significato nella tradizione classica greca, ecc ecc. La cosa difficile è trasformare un concetto abbastanza astratto come la psichedelia e le stelle in una decina di rettangoli di 45x30cm e qui entrate in gioco voi, o miei amici blogger: idee? :)
Anche qualcosa che non c’entra niente con la fotografia, se vi vengono in mente storie, leggende, mitologie, le favole che vi raccontava vostra nonna vi chiedo di condividerle qui perchè mi piacerebbe un sacco che non fosse un mucchio di foto buttate lì ma che avessero una specie di sequenza, una specie di fotoromanzo concettuale. Qualche idea ce l’ho già ma non sono convinto, ho bisogno di stimoli più che di un’idea preconfezionata quindi via al brainstorming! :)
PS faccio qui la domanda perchè se la pubblico su FaceBook sarebbe un delirio, qui invece penso che ci siano persone creative che mi possano dare qualche dritta nella direzione giusta.
Grazie :)


A ogni giorno basta il suo mal

BOOOOOOOOOOM!!!
…Kazzo…
Io, allarmato, adrenalina in bocca: “What’s happened?”
Lui, con calma teutonica: “Oh. It’s the same shit…”

Ed è così che si impara il rumore di un pallet da 1200 barattoli di ragù che si schianta per terra e su una blindosbarra.
Questo ieri.
L’abbiamo tirato su a mano, il resto con un badile. Ho ancora le mani che sanno di ragù…
Indovinate cos’ho mangiato a pranzo? :p

Edit: commenti a caldo
Il mio capo, dall’ufficio: “Oh, Frans, potevi guardarci…”
Il capo dei capi, mentre ci aiutava a spalare, sporco di pomodoro come noi: “(ridendo) Francesco, gh’et menga un p’caun ed paan?” (Francesco, non è che hai un pezzo di pane?)
Questo per me fa la differenza tra chi c’è, e aiuta, e chi non c’è e sa sempre quello che c’è da fare ma senza sporcarsi le mani.


Ho troppi interessi e non ho tempo per le cose serie

Chi mi ha aggiunto su FaceBook avrà notato in questi giorni una certa mia leggerissssssima fissa verso un nuovo strumento musicale che mi intriga: l’ukulele. Essendo un vedderiano ho ascoltato l’ultimo cd di Eddie, Ukulele song, che dopo aver lanciato segnali con Soon forget e Rise ha deciso di comporre un album abbastanza minimalista basato solo su questo strumento.
Così, un po’ per gioco e un po’ per mania mi sono letto un po’ di siti e forum e domenica ho fatto l’acquistone insieme all’amico Niger.
Sono stato tentato dall’idea di portarlo sempre con me perchè è davvero minuscolo, sembra una chitarra in miniatura, e poi ha un prezzo davvero affrontabile per essere uno strumento musicale vero. L’ho comprato su un sito, in negozio avevano solo dei giocattoli mentre su http://www.mercatinodellukulele.it sono stati velocissimi, ho fatto il bonifico domenica e quando son tornato a casa stasera e c’era un bel pacco ad aspettarmi =)
Abbiamo preso due Leolani, una marca che promette bene e che suona ottimamente. Ho un passato da chitarrista (e cantante, e bassista, e batterista, e Checco, anche meno eh!) e mi ci trovo bene, devo solo imparare i nuovi accordi perchè l’accordatura è diversa rispetto alla chitarra. Poi ha solo quattro corde e i capotasti più piccoli, si suona senza plettro… insomma, c’è da divertirsi :) Ci sono anche diversi siti dove si trova di tutto, dall’accordatore on-line agli spartiti di canzoni moderne e non solo pezzi awaiani che alla lunga mi stancherebbero. In un’ora ho già imparato tre pezzi tra cui Creep dei Radiohead, e fa strano suonarla con uno strumento così squillante però è una figata, è uno strumento così estivo!
L’ho preso perchè avevo voglia di imparare qualcosa di nuovo e visto che ho tempo solo di sera e spesso sono stanco morto (e zero voglia di stare sul pc, occhi pallati e bisogno di buio) almeno posso strimpellare anche se è notte fonda, tanto non ha un suono potente come la chitarra e mia nonna di sopra può dormire lo stesso.

Altra news: un web-magazine romano mi ha intervistato via Skype e ha pubblicato il malloppo proprio stasera, se mi volete ascoltare in preda all’ansia da palcoscenico cercate Discorsi Fotografici o cliccate qui (sono a circa metà dello streaming) :p
Poi spero di scrivere anche qualcosa di fotografia e tecnica, visto che finora ho scritto caionate ma avevo aperto questo blog proprio per parlare di fotografia…

Ukulele e impappinamento radiofonico, figura di merda doppia ma va bene lo stesso :)
Enjoy!


God is sound

Confesso che avevo molti pregiudizi su Napoli, l’avevo associata a criminalità, monnezza e pericolo per me e i miei averi. Era una delle pochissime città che non mi ispirava per niente e mi ero detto che non ci sarei andato se non accompagnato da un napoletano.
Infatti l’occasione è capitata grazie al matrimonio di Peppe e Fra, che hanno voluto che alcuni di noi amici blogger di vecchia data fossero presenti al loro sì e così ho conosciuto anche Fabio e Silio che sono stati ottimi compagni di avventure. Sì… perchè, credete che un matrimonio sia un qualcosa di noioso?! La prima avventura è capitata a colazione, quando siamo arrivati nel ristorante dell’albergo praticamente all’ultimo minuto a causa della pizza napoletana -e farò fatica a tornare alla solita pizza NON napoletana- della sera prima. Faccio per avvicinarmi al tavolo del buffet e incrocio lo sguardo di Elio delle Storie Tese, che reduce del concerto della sera prima aveva un’espressione scoglionatissima e mi sono ben guardato dal salutarlo. Poi in terrazza abbiamo guardato il panorama con un altrettanto allucinato Cristian Meyer, batterista, che si teneva la testa e guardava Napoli con gli occhi di chi implora altro riposo, infatti ha preso l’ascensore con noi per tornare in camera.
L’idea che mi son fatto di Napoli è quella di una città fatta di tante città, è sia quella dei vicoli spagnoli che quella del paesino di mare, c’è la monnezza e poeti improvvisati, abusivi e tutori dell’ordine, c’è la vita notturna piena di cose da fare e quella delle auto parcheggiate a pettine sul marciapiede, ci sono i monumenti e la gente che dorme sotto i portici, gli scooter su cui viaggiano intere famiglie e macchine che trasportano compagnie di dieci persone.. E poi la mancanza di odori sgradevoli, non come Bologna che sa di asfalto e di chiuso, o Roma o Parigi che hanno l’odore del traffico delle grandi città. Napoli sa di mare e dei profumi che vengono dai negozi. Si capisce che ho appena finito di leggere “Il profumo” di Süskind ;p
E’ come trovarsi in una città spagnola, viva a tutte le ore e mi sarebbe piaciuto un casino parlare, camminare e guidare come un napoletano. Anche il traffico: è caotico, ma se ti sbagli metti la freccia e fai inversione, al massimo ti becchi qualche sclacsonata. E’ un traffico che perdona, non è come capitare in ZTL a Milano che quando te ne accorgi hai già la multa nella cassetta delle lettere.
Sono impressioni di uno che ci ha passeggiato una sera, e solo da piazza Garibaldi al Maschio Angioino a Posillipo, però mi ha lasciato una gran voglia di viverla e non come turista. Mi informerò se a Modena fanno corsi di napoletano! :)
Ma ho avuto poco tempo per queste impressioni perchè il sabato era dedicato al matrimonio in cui sono stato davvero bene, non era niente di eccessivo, a parte che ho scambiato gli antipasti per il pranzo vero e proprio :p e non è stato assolutamente un dispiacere. Anzi.. Ma ho capito subito che sarebbe stato un successo quando in sottofondo, invece che le solite musiche tradizionali/pianobar è partita “Alive” dei Pearl Jam, poi Jeff Buckley, gli Who, i Cure ecc ecc. E per me la colonna sonora dà una grossa mano nella riuscita di un evento ;)
Mi aspettavo qualcosa di eccessivo, mannaggia ai miei pregiudizi, invece eravamo in macchina prima di cena, giusto in tempo per pianificare la decisione di andare al concerto degli Afterhours all’Acciaieria Sonora, a degna conclusione della giornata. E non vi dico “Ci sono molti modi”, e “Bianca” fatta solo con l’acustica, e “Voglio una pelle splendida”, e qualcuna delle nuove che non conoscevo, e “Milano circonvallazione esterna”, e altre due ore di chitarre e urla di un Manuel Agnelli in formissima.
Poi stamattina avevamo il treno alle 7:15 e ho anche la batteria della Focus a terra, così sono bloccato a Grosseto in balia di due gatti rossi e di una mescitrice di vini.
Ma in un qualche modo risolverò :)


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