"…è un modo di vivere." HCB

Uva morta

In certi giorni l’autunno emiliano picchia davvero duro e ieri è stata una di quelle domeniche decisamente poco stimolanti in cui le cose sembrano avvolte da una specie di bozzolo lattiginoso, terra e cielo si confondono molto prima di toccarsi all’orizzonte e gli occhi cercano di indovinare le forme degli oggetti più distanti.
Ovviamente in una giornata del genere nessuno aveva voglia di uscire, così mi sono trovato da solo a dover sfangare il pomeriggio. Ho guardato un film ma dopo due ore ero di nuovo al punto di partenza, così ho preso la macchina e sono partito senza meta con la scusa di qualche foto, anche se a dire la verità non ero molto convinto. Verso l’oasi di Colombarone mi sono trovato a fiancheggiare dei filari di vite che non erano stati vendemmiati, i tralci sembravano falangi di dita e le foglie giacevano tra i grappoli secchi, grappoli senza succo, già morti prima del tempo.
Sono sceso e ho cominciato ad aggirarmi tra le viti come se mi trovassi in un cimitero, in silenzio. Anche la natura tratteneva il respiro, non si udiva un rumore finchè non ho sentito ansimare a pochi metri da me. Trattengo il fiato. Mi giro e vedo un cerbiatto. Ci guardiamo negli occhi un istante e poi inizia a correre, e io dietro, con la reflex in mano e il misero 100mm come unica arma. Click! Click! Click! Click! per poi accorgermi che nella fretta avevo lasciato gli iso a 100 e non avevo fatto una foto nitida, tutte mosse! Mavvaaaaffanculo và.

Qui è visibile l’intero set.

E oggi che è lunedì non va meglio, anzi, si è messo pure a piovere ma almeno ho la consolazione che stasera fotograferò qualcosa di più sostanzioso di qualche cerbiatto a zonzo per la pianura 🙂
A presto!

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3 Risposte

  1. Gianna

    E’ raro riuscire a vedere certe cose, ancor più raro è soffermarsi quel tanto che basta per notarle. Bravo.

    10 novembre 2010 alle 16:40

    • Si vede che a forza di guardare attraverso la nebbia, prima o poi la vista si affina 🙂
      Grazie di essere passata.

      10 novembre 2010 alle 17:53

  2. Gianna

    Grazie a te.
    Io non amo molto internet e non riesco a comprendere la necessità di aprire un blog, ma devo dire che i tuoi post e i tuoi commenti mi piacciono perchè sono acuti e mai banali o superficiali.
    Mi sono imbattuta in questo tuo mondo con questo sfondo così scuro per caso, cercando su internet cosa significasse circle of confusion.

    11 novembre 2010 alle 10:56

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