"…è un modo di vivere." HCB

Serata Trainspotting

Parole da un balcone affacciato sulla campagna, l’umidità mescolata al fumo di sigaretta e il profumo del tabacco spento che mi ricorda di quando fumavo ancora e adesso che ho smesso non ci riesco più. E’ mal di stomaco e nausea assicurati, anche se a volte ne avrei una voglia immensa. Inspirare ed espellere fumo, come qualcosa che cauterizza e si disperde senza lasciare traccia, e magari un giorno lo torni a respirare e non lo sai.
I vecchi film, quelli visti e vissuti in altre età, con gente che fa ancora parte della mia vita anche se forse a quei tempi si giocava, si immaginava di più: Poni-Renton, Gibbo-Sick Boy, Grillo-Begbie, Forro-Spud.
Poni, un’altro dei miei nomi, come Jeff, o Checcazzo, o Checcone, o me in sò. Tanti nomi, tante vite… Qualcuno le chiamerebbe stagioni ma erano vite ed ero altre persone di cui a volte sorrido e a volte prendo sul serio e mi scuso, come un genitore che si accorge troppo tardi di non aver capito il proprio figlio quand’era il momento.
Vado a rileggere qualcuna delle 1000 e oltre poesie che scrivevo in quel periodo (non è un eufemismo, le numeravo) e mi ritrovo. E mi riscopro.

Trainspotting, il film perfetto: non un testo fuori luogo, un’inquadratura, una luce sbagliata, tutto è dove dovrebbe essere e come dovrebbe essere, è uno di quei film che rimane lo stesso a distanza di anni e non ho paura di riguardare. Il tempo e le mie esperienze non lo toccano.
Sono una di quelle persone che a volte cerca sicurezze nella rilettura di un libro, o nel rivedere un film e ritrovarlo così come lo avevo lasciato, a distanza di anni.
Ci sono libri, come il Piccolo Principe, che donano emozioni e significati diversi a seconda del momento in cui lo si legge. Trainspotting invece mi ridà sempre le stesse emozioni, è catarsi allo stato puro, è una di quelle colonne che non teme terremoti.
Oggi sono la mia immagine, vado in giro con una maglietta Adidas, jeans stretti e AllStar.
Oggi sorrido a chi mi investe con la sua macchina.

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2 Risposte

  1. Visto che fai sempre delle battute in modenese, mi verrebbe da scriverti in veneto.. ma no me par el caso!!! Mi sembri un po’ malinconico negli ultimi post.. è l’umidità autunnale di queste settimane?
    Bentornato al mondo della scrittura, vedo che hai ripreso a sfogarti.. spero di riprendere anch’io prossimamente… 😀

    10 novembre 2010 alle 17:54

    • Valez, qui si accetta gentaglia come i veneti, quindi sentiti libera di scrivere come vuoi 🙂
      Dai, riprendi penna e calamaio!

      10 novembre 2010 alle 19:19

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