"…è un modo di vivere." HCB

Immagineimmaginazione

Ieri sera ho cominciato un corso di fotografia chiamato proprio Immagineimmaginazione tenuto da Luigi Ottani e da Diego Fontana. Ero un po’ titubante se farlo o meno perchè avevo già fatto il corso con Gigi anni fa e mi era servito molto per imparare, ma non volevo un altro corso base in cui parlare di diaframmi, tempi, iso eccetera.
La serata di ieri invece mi ha preso bene da subito, un po’ perchè ero ben disposto (FormìZine vi stupirà presto con effetti speciali), un po’ perchè è sempre un piacere ascoltare Mario Agati (Mario, se leggerai ricordati di questa sviolinata ;D) e un po’ perchè stavolta il corso è tenuto anche da Diego Fontana, rinomato pubblicitario.
Il bello di questo corso è che i due relatori si completano a vicenda: Gigi è un cecchino dell’attimo fuggente, fa reportage e quindi dev’essere bravo ad interpretare la situazione e a cogliere degli elementi che si manifestano senza premeditazione. Da lì si estrapola il messaggio.
Diego invece studia a priori il messaggio che vuol fare arrivare, studia gli elementi che pensa possano servirgli e quando ha ben chiaro ciò di cui ha bisogno chiede al fotografo di realizzarlo.
Diego è ciò che sta a monte della fotografia, Gigi è ciò che sta a valle.

La prima lezione è stata inaugurata interrogandoci su cosa significhi essere creativi. La creatività. La peggior definizione è quella che dà il dizionario. Quella che ci è piaciuta di più invece dice che la creatività “è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” – Henry Poincarè.
Per fare ciò è necessaria una profonda e incessante educazione allo sguardo per mettere in relazione elementi che da soli direbbero poco ma insieme ne escano potenziati. Ciò va oltre alla tecnica, che è importante dominare ma che da sola non basta a fare foto che trasmettano qualcosa.
Abbiamo guardato tante foto ragionandoci sopra quindi non riesco a riportare qui a parole ciò che è stato detto e visto…

…quindi visto che non so come concludere il post vi depisto con questo gioco che ho scoperto ieri sera grazie alla Laura: si chiama Critical City ed è una specie di gioco di ruolo da fare all’aperto nella vostra città.
Che vinca il migliore! 😀

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2 Risposte

  1. Ma mi esci fuori traccia proprio sul finale XD? ciao pistolero!!

    16 novembre 2010 alle 20:07

    • Mari, si dice “pistola”, altro che pistolero! XD
      Non c’è un finale, Gigi ci ha fatto vedere il filmino delle sue vacanze passate in bici tra Vukovar e Belgrado, appena ho sentito tra le righe la parola Yugoslavia non ci ho capito più niente e quando mi sono riavuto la gente si stava infilando la giacca 🙂

      16 novembre 2010 alle 21:17

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