"…è un modo di vivere." HCB

Mangiando dall’albero

“Da tempo non accumulo scorte, consumo la vita sul posto, come la vita. Non cerco depositi, non faccio il ghiro che ammassa quanto più cibo riesce per poi addormentarsi nelle braccia dell’inverno. Noi ci addormentiamo nelle braccia della morte. Dopo i cinquanta, se uno non è proprio tonto, sa che la vita va mangiata direttamente dall’albero, non va raccolta in ceste per farne provvista. Dopo i cinquanta il tempo si mette a correre, accelera. La velocità fa perdere i pezzi per strada: cadono i capelli, i denti. La vista diminuisce, si diventa miopi, presbiti, i più sfigati impotenti. Le ossa cigolano, la schiena scricchiola come una vecchia gerla stretta tra le ginocchia. Il recupero dopo una sbronza richiede tre giorni, per non parlare di altri recuperi. E’ una tristezza. Si tira avanti, allora, con l’accortezza di non fare deposito, di non mettere la vita in banca sperando di ritirarla con gli interessi” – Mauro Corona, I fantasmi di pietra

Era da un tanto che questo argomento mi ronzava in testa, solo che non sapevo mai come metterlo giù. Mauro Corona, ci ha pensato lui, gli sono bastate poche righe. Ma lui è scultore, sa mettere a nudo l’essenziale togliendo il superfluo.
Tra qualche giorno avrò 31 anni e mi sento come se dovessi passare i cinquanta, mi piacerebbe pensare alla mia vita come a qualcosa che è dietro di me. Non davanti. Vederla davanti mi atterrisce. Potrei dare la colpa alle scelte che ho fatto, o a questi politici che prima di tutto ci stanno rubando i sogni e il futuro, o alla crisi, o alla sfiga, o alle persone. Ma non ho voglia di dare colpe, non ne traggo nè vantaggio nè piacere, mi sento solo immensamente stanco. Vorrei sbattere la testa da qualche parte ma trovo solo aria, vorrei poter andare in una direzione ma non so più scegliere. Sta arrivando Natale e mi fa sentire ancora peggio, non sono una di quelle persone che si lasciano andare al clima di bontà che invischia ogni angolo della vita sociale.
Io sono uno che il Natale lo passerebbe da solo per i cazzi suoi. Capodanno uguale. Mi vorrei spegnere dal 19 dicembre al 7 gennaio, e non sono sicuro di volermi riattivare con l’anno nuovo. Ho la fortuna di vivere a stretto contatto con il mio cuore, ci sono giorni che dà qualche colpo più forte e mi fa respirare in punta di polmoni, se respiro a fondo tossisco. E’ una fortuna, mi fa sentire che c’è, e così come si fa sentire prima o poi si metterà a tacere. In casa mia tra infarto, tumore, ictus e malattie varie c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io sceglierei il cuore. Mi sembrerebbe la fine più in sintonia con quello che è stata la mia vita, di testa ne ho sempre avuta poca e il tumore sarebbe un modo troppo lento. Non so se reggerei mia madre che vuole accudirmi a tutti i costi ;D
Ai miei ho anche detto che vorrò essere cremato, e le mie ceneri sparse nel mare d’Irlanda. Non c’è solo un significato poetico: voglio che i miei vedano un po’ d’Europa visto che a decadi alterne si stanno facendo Bellaria, la Liguria, l’Isola d’Elba e fino al 2015 andranno a Fano…
Tratto la morte come una possibilità che prima o poi si presenterà, non è questione di pessimismo o di gusto del tragico. Sono molto lucido. E visto che prima o poi quel momento arriverà mi sembra da stupidi deviare l’argomento o schernirsi o fare finta che succederà chissà fra quanto. Può succedere, e vivo di conseguenza. E mi sbatto di conseguenza. Ultimamente non ne vedo lo scopo ma non è un buon motivo per non sbattersi.
Ho pensato tante volte al suicidio, ma la concezione di suicidio universalmente condivisa mi sa tanto di spreco e a me gli sprechi non piacciono. Non è una questione morale di giusto o sbagliato, è solo che c’è tanta gente al mondo che vorrebbe una vita e mi sembrerebbe uno schiaffo troppo grosso spegnere così la mia. Per cui se mi deciderò a dire “basta” andrò in India, a dare ciò che mi rimane a chi ne ha bisogno. Ripeto, non lo farei per generosità ma solo per rispetto.
Tutto sommato sono contento della vita che ho avuto finora, solo che qualche volta non mi sembrerebbe poi così male poter scendere dalla giostra. Anche solo per riposarmi.
Mi tengono in piedi le decine di canzoni d’amore che ascolto ogni giorno, o che canto tra me e me quando non ho la chiavetta degli mp3 vicina. Dovrebbero buttarmi ancora più giù e invece mi tengono a galla, mi fanno uscire come se niente fosse, mi fanno passare serate piacevoli in cui parlo e rido e sono il Checco di sempre. In fondo sono piuttosto multitasking, non è che se ci vediamo per strada vi vomito addosso tutti i casini che mi passano per la testa, anzi.
Qualcuno mi ha anche detto che da quando sono tornato sembro più maturo. Non so cosa volesse dire, gli ho risposto con un sorriso, l’arma più potente.

So che è un post un po’ ostico. L’ho scritto per me, nudo e crudo.
Forse potevo scriverlo sull’altro blog, quello che tengo per i miei sfoghi, ma non è la stessa cosa scrivere senza metterci la faccia 🙂

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4 Risposte

  1. la stanchezza…quella stanchezza per cui si dovrebbe trovare un nome nuovo,più forte…brutta,fredda,affamata.
    un nemico davvero pesante contro cui combattere.la conosco,e mi fa paura.
    non ci pensare,combatti e vai a dormire… 🙂

    11 dicembre 2010 alle 03:49

    • E’ un buco nero, una stella implosa che assorbe tutto. Anche la luce. Il vero problema è che non si combatte, la si porta a spasso finchè non se ne va da sola, come avere un sacco di farina bagnata sulla schiena.
      Ho seguito il tuo mantra, comunque 😀

      12 dicembre 2010 alle 15:05

  2. resta a galla, bella faccia.
    a presto

    11 dicembre 2010 alle 20:57

    • Resto a galla, non posso fare altrimenti… 🙂
      La mia “fortuna” è che in questo periodo ho i tempi talmente serrati da non avere il tempo di pensare (ieri foto ininterrotte dalle 10 di mattina a mezzanotte).
      A presto

      12 dicembre 2010 alle 15:07

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