"…è un modo di vivere." HCB

Forse domani

Tutto è cominciato alle 8:30, in quattro dentro ad una Clio e una fila di chilometri per arrivare in zona fiera, poi la marcia indietro, la ricerca di una strada senza coda per avvicinarci alle tanto agognate bancarelle di cimeli fotografici, lo scatolone “tutto a 10€” e una vecchissima Zenitar con Helios 44-2 mi entra in borsa. Poi ritroviamo Luciano che si ricorda di noi dall’anno scorso e partono tante chiacchiere appassionate sugli obbiettivi che vende. Tira fuori uno Zuiko 50 f1.2, cazzo, non possiamo lasciarlo lì… lo compriamo a metà per uno, come due bambini con il gioco nuovo, e poi snobbiamo tutto il resto che l’affare lo abbiamo fatto, e di brutto. Un grazie all’iPhone che ci conforta, sempre on-line su eBay 🙂
Lo vado a provare al bowling grazie alla soffiata della Linda: assessori contro ragazzi down, c’è da sputtanarsi! Ci siamo solo io e la Lau, tre ore a chiacchierare dei fatti nostri e poi magari facciamo qualche video, così bacio il sindaco e conosco la vicesindaco. Mario che ci racconta un pezzo di vita, si vede che il posto -o l’atmosfera- invitano alle confessioni. Grato del pomeriggio torno a casa dai miei, ma sono atteso al Robin Hood e al Corallo suonano i Muddy Fly, Gibbo lancia l’invito e lo raccolgo, così ci troviamo ad ascoltare “Negative creep” tra ragazzini poganti con la stessa luce vacua negli occhi che avevamo noi, dieci anni fa, o forse di più. Gibbo torna a casa, vado a salutare quelli della porchettata e restituisco a Niger nostro figlio, lo Zuiko. Di nuovo il freddo, sogni di palloncini al risveglio e di racconti di Ferrero su don Bosco, una gola malandata dal fumo passivo, brividi vari e forse ho la febbre, occhi pesti e tutte le ossa rotte. La Cri condivide il libretto dei canti, faccio quello che posso. Un paio di occhi sopra una sciarpa pesante mi salutano per sparire subito dopo, peccato, e Ciondolo che parla di prossime partenze, di Sarajevo forse dopo Pasqua. Speriamo. Sarà un bel viaggio.
Ma più che altro temo che sia stato solo un sogno confuso, un pogare tra le lenzuola e i soliti vestiti che non hanno posto e che migrano da una sedia all’altra o sul letto, ed è già domenica sera, con il fiatone dopo una semplice passeggiata solitaria all’oasi di Colombarone, con un cane nero che mi faceva compagnia come se mi avesse scelto, e chissà dov’è andato quando sono entrato in macchina. Non c’era più, sparito. Un po’ come il tempo a disposizione per le mille cose che dovevo fare questo weekend, e che ho rimandato a non so quando.
Forse domani avrò la febbre, e con lei il tempo che oggi mi manca.

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8 Risposte

  1. Ne vale la pena per giornate cosi.
    😉
    e mi sa che la febbre l’avremo entrambi. io almeno avrò la scusa per l’esame pessimo :-p
    fai sogni belli.

    23 gennaio 2011 alle 21:22

    • Già, spero solo che non mi venga domani che sarò al freddo & al gelo senza speranza di tornare a casa prima. Cmq per non lasciare niente di intentato mi sono già fatto una tisana e andrò di propoli. All’esame vacci lo stesso, magari impietosisci la commisione e se ti va male puoi sperare che si ammalino i prof… 😉
      Un baci(ll)o 😀

      23 gennaio 2011 alle 21:33

  2. Che hai contro la Clio ? 🙂
    Restando in tema Corallo e grunge coverizzato, che ne pensi degli Alice in Chains ? a me piacciono, c’è caso che il 26 febbraio vada a sentire la cover band al Corallo…se ti interessa restiamo in contatto ! 🙂

    24 gennaio 2011 alle 11:11

    • Niente, anzi, sarà una delle prossime candidate a sostituire la Focus666 🙂
      Degli Alice me ne piace una, le altre non le conosco però restiamo ti dico qualcosa, ho snobbato molti gruppi finchè non li ho sentiti dal vivo.

      24 gennaio 2011 alle 21:51

  3. Il nostro bambino…sembriamo una coppia gay alle prese con pannolini e borotalco…mi piace! 🙂

    24 gennaio 2011 alle 15:12

    • Mmm, lo sai, sono un tradizionalista… 😀
      Anche se ho sempre ammesso che farei un eccezione, ma solo per Michael Stipe.

      24 gennaio 2011 alle 21:57

  4. è andato beeeene, senza bacilli, ma con l’attesa di ore al freddo mi sa che me la son presa oggi la febbre! affebbrata e con un pensiero in meno, mhua!

    24 gennaio 2011 alle 21:10

    • Oh, bene! Poi con la tensione che crolla ammalarsi è un attimo… io invece avrei fatto meglio a stare a casa, la settimana è iniziata malemalemale ma speriamo nell’happy ending 🙂
      Smack!

      24 gennaio 2011 alle 21:59

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