"…è un modo di vivere." HCB

Discorsi sulla fotografia moderna

Stavo caricando le foto fatte al bowling sulla pagina di FormìZine (e qui l’articolo della Lau con video da me montato – me ne prendo la responsabilità :)) e nel frattempo, mentre aspettavo, rileggevo la newsletter di un circolo fotografico di cui non faccio più parte.
Si discuteva sulla fotografia digitale e di come fare belle foto non sia più appannaggio di pochi eletti che si sono fatti un mazzo tanto per imparare le tecniche magari su pellicola, con tutti gli svantaggi del caso. Sembra che oggi chiunque possa fare una bella foto perchè ci sono reflex che fanno anche il caffè e programmi di fotoritocco che fanno magie con un click.

Sono discorsi che mi fanno scaldare, un po’ perchè è stata una giornata no e un po’ perchè se tutto ciò che un fotografo ha imparato in lunghi anni di passione è la tecnica, allora siamo messi male.
E’ vero, ormai le macchine fotografiche fanno tutto loro e per quanto riguarda la tecnica basta forse una settimanina polleggiata con uno che ci sa e si impara tutto quello che c’è da sapere. Quello che fa la differenza è l’occhio. O meglio: quello che fa la differenza è determinato da ciò che uno ha da dire.
I contenuti e il modo di presentarli o di interpretarli sono il valore aggiunto dato da una persona che una macchina fotografica non può dare, quindi poco importa se uno usa una compattaccia o una reflex da 8000€ o un iPhone con Hipstamatic (mio oggetto del desiderio) o una Leica a pellicola, quello che importa è che uno sia in grado di emozionare e che sappia scegliere gli strumenti con i quali si esprime meglio. E soprattutto che si diverta.
Questo discorso fatto per la fotografia vale anche per i blog e per tutte le arti espressive, se uno non ha niente da dire non crea niente… al massimo riporta ciò che c’è, ma a fare delle fotocopie siamo capaci tutti.
C’è da fare un grosso distinguo tra gli strumenti e la fotografia. Secondo me…

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4 Risposte

  1. ma quanto sono belle le foto della mostra dal basso !!!
    l’occhio, l’occhio…son d’accordo. nella mia plurima ignoranza tecnica, son d’accordo a prescindere sulla teoria dell’occhio! :-p
    🙂

    2 febbraio 2011 alle 00:51

  2. Ho il dente avvelenato nei confronti di quei discorsi: adesso che gli strumenti sono alla portata di tutti è necessario specializzarsi, la vedo come una cosa buona, spinge a maturare.
    Invece c’è ancora chi preferisce i vecchi tempi in cui la fotografia era un hobby elitario… io questo gusto dell’esclusiva proprio non lo capisco…
    Le foto della mostra sono belle ma si può fare di meglio, ci piacerebbe (a noi di Formì) organizzare un mini-corso fotografico per crescere nuove promesse della fotografia. Ma se ne riparlerà a primavera… 😉

    2 febbraio 2011 alle 10:03

  3. Argomento interessante e spinoso 🙂

    Non sono del tutto d’accordo sul discorso relativo alla tecnica: richiede tempo, esperimenti, passione. Secondo me in una settimana si può giusto imparare a padroneggiare bene lo strumento “macchina fotografica”.
    Sono d’accordo al 101% con te sullo snobismo fotografico, e il web è pieno di luoghi comuni: meglio la pellicola, meglio la reflex canon/nikon/olympus/(inserire-qui-marca-più-o-meno-nota), ah io non sopporto chi fa gli hdr, ah io odio le foto solo boken e nient’altro…Davvero, non se ne può più. Dici bene: ESPRESSIONE e COSE DA DIRE, queste due cose contano. Se mi trasmetti qualcosa, lo fai e basta, sia che tu sia Doisneau, sia che tu sia Francesco Boni. E se guardando un pò di foto di un artista, mi ci ritrovo, e vedo che mi scatenano qualcosa, lo seguo, punto. Non mi interessa il resto, dal punto di vista del fruitore dell’arte in sè. Il resto sono tutte pugnette da foto-nerd-frustrati (categoria in cui a volte mi ci ritrovo in pieno, sia chiaro 🙂 ).

    I miei 2 cent.

    2 febbraio 2011 alle 21:37

    • Momento: non volevo sminuire la tecnica, senza le basi non si va da nessuna parte e non si finisce mai di affinarla. La tecnica però è la stessa per tutti: diaframmi, iso, tempi, regole di composizione eccetera e io do per scontato che in un circolo fotografico ciascuno le conosca.
      Ma se dai la stessa attrezzatura a due fotografi otterrai due modi di fotografare diversi. Su questo uno deve lavorare: sul proprio modo di vedere. La tecnica è l’alfabeto, ma sei tu-fotografo che con il tuo talento, la tua passione, puoi scrivere la Divina Commedia o la cartolina saluti e baci 🙂

      Solo, non ho ben capito la differenza che fai tu tra Doisneau e Francesco Boni… io non ce la vedo… 😀

      2 febbraio 2011 alle 23:54

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