"…è un modo di vivere." HCB

Il centro di sera

Domenica: “ehi, Boni, cosa ne dici se questa settimana ci troviamo davanti a una bottiglia di vino, così ci salutiamo che poi parto? Guarda, possiamo decidere il giorno anche adesso: ci sei martedì?”
Quello che ha appena parlato è uno di quegli amici con cui passavo i pomeriggi ai tempi delle superiori, uno di quelli che non ho mai perso di vista. Ed è anche uno di quelli che da un po’ di tempo a questa parte mi tira dei pacchi clamorosi, e questo è già il secondo in una settimana. Non è che poi si tira indietro, proprio non si presenta! Non risponde ai messaggi e se lo chiamo non risponde.
Ma non è una novità, ed è grazie a lui che ho sviluppato una specie di sesto senso, o “senso del piano B”: penso sempre ad un’alternativa e stavolta, siccome sapevo che non si sarebbe presentato (conosco i miei polli) e che mi sarei incazzato avevo già preparato la borsa fotografica.
Sono andato a fare due passi in centro a Modena con la fida 7D e il Lensbaby come unico obbiettivo, in queste situazioni do il meglio di me, camminare in cerca di buone foto è terapeutico. Mi sono infilato nei vicoli più bui ma era ancora presto e non c’era molta gente, solo qualche marocchino che aggiustava l’auto o si lavava la faccia nelle fontane, bimbe dalle lunghe trecce in bici davanti alla rosticceria dei genitori, modenesi sudati ai tavolini fuori dalle trattorie, cani, biciclette, ragazzi e ragazze in passerella, finestre ad intermittenza che scambiavano l’afa che c’era fuori con quella negli appartamenti. L’afa altrui è sempre più gradita della propria.
Poi, al culmine del giro, quando ne avevo abbastanza di sudare, si è sentito il lamento di un sassofono. Ma veramente? Sì sì, è un sassofono vero, non è un disco! Giro per due o tre vicoli alla ricerca dell’origine del suono e quando arrivo in Sant’Eufemia arrivo anche nel cuore caldo di Modena, nell’aria satura di sax e chitarra che due vecchi jazzisti si impegnano a far vibrare. Due vecchi dei tempi della Contrada della Scimmia, probabilmente, cerco un bicchiere di vino rosso fermo ma trovo solo una Peroni e resto lì, a un tavolino bianco in ferro, ad ascoltare note galleggianti.
Ma dura poco, riparte Lene Marlin rimasta in sottofondo dentro al bar e mi fiondo verso una doccia memorabile.

Tornando a vivere con i miei sapevo che non sarebbe stato facile, soprattutto per quanto riguarda le amicizie. Quando si parte ci si lascia indietro tutto, certe partenze sono fatte per non tornare più. Da quando sono tornato rifletto molto sull’amicizia, sono sempre stato molto legato agli amici storici -o forse all’idea di avere degli amici storici- e dopo parecchie incazzature di questo tipo mi sto adattando alla nuova situazione.
Sto imparando a fare con quello che ho, non aspetto più nessuno, vivo il mio presente con chi mi dice dei sì. Ad oggi è la strategia vincente, anche se a volte vorrei tanto sbagliarmi nel giudicare le persone.

La bottiglia di Brunello che dovevo stappare stasera la ritengo bevuta, farò finta che me l’hai regalata tu e la berrò la prossima occasione in cui qualcuno non mi tirerà il pacco 🙂

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13 Risposte

  1. “L’afa altrui è sempre più gradita della propria” … ma io ADORO leggerti! 😀
    Per non parlare dell’ultima parte, che bella! “certe partenze sono fatte x non tornare più”… com’è vero… Ok, direi che x stasera mi hai dato da pensare abbastanza 😉

    Sinceramente? Io un tiratore di pacchi di quei livelli lo avrei fulminato con qualche sbraitata di quelle buone, poi mi sarei sentita meglio ahahahah
    No, cmq condivido il tuo pensiero. E finchè risulta vincente è meglio non cambiarla quella strategia 😉
    Anch’io vorrei sbagliarmi nel giudicare le persone, e diciamo che a volte succede, ma… spesso no!

    Un baciotto

    3 agosto 2011 alle 19:02

    • “Certe partenze sono fatte per non tornare più” è la mezza citazione di “Prima di partire per un lungo viaggio” di Irene Grandi, però qui ci stava bene, sembra quasi una frase mia 😀
      Certi tirapacchi sono dei muri di gomma, se ne vengono fuori con la scusa che erano stanchi e c’è anche poco gusto a cercare di far capire. Non ci ragioni, meglio non perderci tempo e tirare dritti per la propria strada, che ad insistere troppo si passa dalla parte del torto.
      Ciao Angelì, buona serata! 🙂

      3 agosto 2011 alle 19:36

      • appunto, è una mezza citazione… quella intera è tua 😉 ed è esattamente quella che ho “rubato” 🙂

        3 agosto 2011 alle 20:14

  2. Ho un’amica che fa uguale. Ogni volta una tragedia per trovare una scusa, ma non basterebbe dire “Guarda, oggi mi tira il culo!” ?? Sarebbe più semplice…
    L’ultima che mi ha detto è stata che se uscivamo non aveva poi benzina per tornare a casa e non aveva soldi perchè lo stipendio non era ancora arrivato. E giuro che non me lo sto inventando. Mmmmbah!

    4 agosto 2011 alle 09:13

    • Miseria, la tua amica è geniale, batte tutta la mia collezione! Due a caso dal mazzo:
      – “sono senza soldi” “beh, ti offro io una birra” “no, poi non so quando riesco a ridarteli”
      – “non sono uscito con te perchè dovevo andare a giocare alla play, mi tirava il culo ma alla fine ci sono andato lo stesso”, della serie: piuttosto che uscire con te…

      😀

      4 agosto 2011 alle 22:41

      • Presumo che “tirare il culo” sia un modo di dire delle vostre parti… Che bello, imparo un sacco di cose nuove da voi emiliani…….o siete romagnoli?? ahahahah non l’ho mai capito….. Buonanotteeeeeee 🙂

        4 agosto 2011 alle 23:36

  3. L’estate prima che partissi in Spagna per l’Erasmus, una mia amica che aveva vissuto per 8 mesi a Dublino e poi era ritornata in Italia mi disse: “Goditi questa estate con i tuoi amici più che puoi perchè poi dopo che ritornerai probabilmente non riuscirai più a viverli come vorresti”…………mai previsione fu più azzeccata, e ti dirò che quell’estate (e parliamo del lontano 2006, è l’ultima che davvero ricordo con piacere. Poi arrivò l’inverno, andai in Spagna, tornai l’estate successiva e……..forse sarò cambiato io, forse saranno cambiati anche i miei amici, ma sta di fatto che mi sono trovato a ragionare sul senso dell’amicizia a 30 anni e non l’avevo mai fatto prima. E da allora penso un po’ di più a me. Certo a volte fa male, certo continuo a frequentarli, certo a volte li manderei volentieri a quel paese e senza nemmeno dare spiegazioni, certo a volte ho una malinconia enorme di quei tempi e di quei rapporti…..però….boh…..non so, le partenze ti cambiano eccome… E detto così sembra pure una cosa negativa…….eppure io mi preferisco mille volte meglio così 😉

    4 agosto 2011 alle 18:49

  4. Ehm…scusa se ho parlato di me…….me ne sono accorto solo dopo aver pubblicato il commento…. Solitamente non sono così egocentrico 😉

    4 agosto 2011 alle 18:50

    • E invece mi fa piacere che parli di te, se parliamo solo di me poi passo io per egocentrico 😉 e poi è la tua esperienza, e grazie a quella ho un confronto.
      Confermo, le partenze cambiano, a volte è bello cambiare strada per il gusto di ritrovarsi e a volte ci si rende conto che è stato un bene perdere e basta. Sono convinto che ogni cosa abbia valore in base a quanto ci è costato per ottenerla, col senno di poi mi rendo conto che ho vissuto intere vite in compagnie diverse, amori diversi, amicizie diverse, ambienti diversi, e adesso mi sembra -con presunzione- di avere molto più discernimento rispetto a tanti miei coetanei. Forse avevo bisogno di passare attravero certe esperienze e forse si potevano evitare, però non farei mai cambio con il Checco di ieri.

      4 agosto 2011 alle 22:48

      • Per chiudere il tuo pensiero, che si intreccia praticamente col mio, a questo punto mi sembra d’obbligo lasciarti una citazione che mi è stata dedicata:

        Si dice “Partire è un pò morire”

        Lasciare chi si ama, le proprie abitudini, le proprie certezze…

        Io penso invece che ogni partenza sia una Rinascita,

        il migliore dei modi per amare ancor di più e meglio ciò che si lascia…

        4 agosto 2011 alle 23:41

  5. patty

    Ciao Checco,
    ho letto un po’ il tuo blog.. mi piace come scrivi!
    un saluto
    patty ..degli ex-otago 🙂

    5 agosto 2011 alle 08:04

    • “Patrizia, lucidalabbra gusto liquerizia, se potessi ritornerei Gorizia!” 😀
      Per gli altri, sto parlando di questa canzone (geniale): http://www.youtube.com/watch?v=7dQ6kdE0q8Y

      Hai visto? Non solo inquino il web con le mie foto, scribacchio anche i miei pensieri!
      Grazie del passaggio, a presto!

      5 agosto 2011 alle 08:49

  6. Rob, non so se sia un’espressione tipica emiliana ma significa letteralmente che il culo “tira” alla sedia, come se fosse incollato. O almeno, l’ho sempre interpretato così, quindi è sinonimo di fatica nell’alzarsi in piedi per fare qualcosa 🙂
    Per rinascere è necessario morire e non è mai facile lasciare quello che si conosce, anche se è solo per poco tempo ma per esperienza a volte è davvero necessario prendere le distanze.

    5 agosto 2011 alle 08:46

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