"…è un modo di vivere." HCB

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Il mio ferragosto è iniziato con due abbracci e un bacio sul collo. Un bacio da mamma, quasi. L’accento me lo ricordavo meno simile alla parlata emiliana, o forse abbiamo imitato troppo i “ganassa” durante il tempo che siamo stati insieme, un anno fa.
“Ma quand’è che siamo arrivati? Era il 16… no, secondo me… ma non era il 19? No, il 19 sono tornato a casa… E quel paese dove abbiamo fatto il bagno nel fiume? Era quello dove c’erano le camere tutte intorno alla chiesa? Ma voi Jean l’avete più sentito? E Graziano e…? No, erano due stronzi… però quel caldo gallego… e quella zuppa di lenticchie che poi ci è venuto il caghetto… era dove è iniziata la mania per i Cayenne, il descansino e i ganassa milanesi in gita…” e via così. Ale e la Fio sono due giganti, potrei abbracciarli entrambi contemporaneamente da quanto sono minuti ma dentro… ragazzi, dentro hanno tante di quelle cose che non basterebbe un anno a metterle in fila, figurarsi un giorno. Era un anno che non li vedevo, avevo le foto del loro matrimonio e una manciata di telefonate che mi parlavano di loro, ma non mi sarei mai aspettato di vederli in carne ed ossa nel mio cortile. Dopo Santiago ci siamo sentiti per telefono ma avevamo tutti qualche piccolo o grande casino da sistemare e ci siamo trovati così, con un sacco di cose da raccontarci e la stessa sintonia di quando ci siamo salutati in stazione dei treni. Quindi giochi sul “preferisci stare un anno senza fotografare o un anno senza bere birra?”, chiacchiere sugli amici e sul topame locale (delle di loro terre) disponibile per quando mi sarà passata questa fase al bromuro, commenti spinti su Irina Shaykhlislamova che da vigliacca si apposta su ogni cartellone pubblicitario, possibilità di trasferirmi da loro visto che non sopporto più il caldo, adozioni, viaggi, perchè, scopi, desideri, passioni che evolvono, cambiamenti, il tutto e il niente, vecchie profonde ferite che si rimarginano ma mai abbastanza e te le ritrovi dietro agli occhi, quelle belle sere a mangiare sardine in scatola e una bottiglia di rosso della Roja nelle fredde sere della Galizia, la voglia di ripartire subito e dopo un anno abbiamo deciso che non c’è poi tutta questa fretta, che comunque il Cammino sta ancora chiedendo il conto, sia fisicamente che spiritualmente, e non ci ha ancora chiamati fuori per un bis.
Quando stasera sono tornato dal lavoro speravo che non fossero ancora ripartiti ma si vede che mi terrò la voglia, che tanto entro ottobre mi addentrerò nel profondo nord visto che mi ospiteranno nel loro nido. Già non vedo l’ora! Nel frattempo mi godrò questa settimana a casa da solo come ai bei tempi delle superiori con i miei a Bolzano, mio fratello a Roma e le mie sorelle in toscana e a Madrid.E io qui, casalingo, a fare il re e il dio Odino in casa mia.

“Che entrino le concubine!”
(Sè… Sogna Checco, sogna!) 😀

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7 Risposte

  1. E’ già la seconda volta che te lo voglio chiedere: ma hai fatto il cammino di Santiago? Ricordo mesi fa che ne avevi l’intenzione, e poi sia in questo post che in un altro ne fai riferimento, ma non hai mai scritto niente di specifico, quindi non ho ancora capito se alla fine l’hai fatto o meno…..

    16 agosto 2011 alle 21:23

    • Ne ho fatto un pezzo, gli ultimi 300km. Esperienza stupenda, sono partito in solitaria e penso che sia la dimensione giusta per farlo, in due si è già in troppi.. infatti ho legato con questi due ragazzi e qualche tappa l’abbiamo fatta insieme, ma più spesso ci davamo appuntamento di sera all’ostello.
      Avevo anche tenuto una specie di diario di bordo con qualche foto, ma è difficile parlarne nonostante sia passato un anno, è una di quelle esperienze che “maturano” nel tempo e continuano a crescere nel tempo.

      Mi piacerebbe tornarci, ormai confido in giugno dell’anno prossimo, sono già in parola con un amico solitario come me e pensavamo di fare il Cammino del Nord, costeggiando l’oceano. Si vedrà 🙂

      16 agosto 2011 alle 21:49

      • Sei la persona più “into the wild” che conosca 😉
        Cazzarola Checco…più andavo avanti con le foto e più pensavo che fare il Cammino di Santiago non sarebbe adatto a me…. Anche se lo consigli, non ce la posso fare ahahah
        Devo dire che questa volta ho guardato solo di sfuggita le tue foto; mi sono soffermato molto di più sulle tue parole…e penso che i consigli finali per chi vuole intraprendere questa esperienza sono degni di far parte delle migliori guide….
        Se mi dovesse venire un colpo di pazzia, so a chi chiedere 😉

        18 agosto 2011 alle 14:10

  2. Cortesemente, almeno le pareti lasciale in piedi 😛 potrebbero sempre servire ahahahah
    Maaa, senti, così x caso… leggendo… mi è sorta una curiosità: preferisci stare un anno senza fotografare o un anno senza bere birra? :mrgreen:

    17 agosto 2011 alle 19:29

    • DI SICURO appenderei la reflex al chiodo, senza neanche pensarci: ho un solo vizio, lasciatemelo! ;D

      17 agosto 2011 alle 20:36

  3. Rob, se vedessi la gente che fa il Cammino vedresti che è adatto a tutti, due fra tutti una coppia di ultrasessantenni (lei malata di Alzheimer) che son partiti dalla Svizzera a piedi. E’ il viaggio che insegna la lentezza, quelli che pensano solo ad arrivare sono puniti! 🙂
    Dicono che sia il Cammino a chiamare il viaggiatore e credo che sia vero: l’anno scorso in due settimane ho deciso e sono partito perchè si è allineato tutto. Quest’anno è da maggio che cerco di pianificare la partenza ma non c’è stato verso, succede sempre qualcosa che mi trattiene qui. Ma se ti viene anche solo la voglia e vedi che riesci a partire molla tutto e vai, saranno i giorni più belli per molto tempo a venire 🙂

    18 agosto 2011 alle 21:47

    • Ne sono convinto al cento per cento, credo che come esperienza sia decisamente forte. Così come sono certo che si possa dire di tutto sul cammino di santiago, per quel che mi riguarda solo per sentito dire (e ora grazie a te mi sono fatto molte più idee), ma sicuramente tutto ciò che si dice non ha valore se non proviene da chi, come te, l’ha vissuto in prima persona.

      19 agosto 2011 alle 19:34

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