"…è un modo di vivere." HCB

Leaves

Erano le 4:30 del mattino e pensavo al suono che fanno i colori: al blu, con la “u” gutturale che sembra troncare la parola sul nascere, al rosso la cui “s” qui in Emilia ha un certo peso, al verde con la “r” che ricorda l’erba dei prati, al marrone come un verde raddoppiato, la “c” dell’arancione che sembra uno starnuto. C’era un aereo da prendere, un viaggio non mio ma che mi tocca abbastanza da vicino. Partono tutti: una convive, l’altra a Cesena, questo in Nuova Zelanda e io da senza fissa dimora mi ritrovo figlio unico in casa con i miei, a dividere le cene in tre che non ci sono proprio abituato.
Fa strano trovarmi padrone assoluto dei miei spazi, me ne sono reso conto mentre mangiavo avanzi di torta di mele della sera prima e c’era un silenzio che non sentivo da tanto. Ho dato la colpa al freddo e alla galaverna ma mentre guidavo per andare a lavorare avevo la testa leggera come se avessi bevuto del vino a colazione. Non son riuscito a stare in casa, nonostante fossi buono solo per il letto ho fatto due passi per Modena, da solo sotto le luminarie ancora spente, portando in giro tutta quella leggerezza che un po’ mi preoccupava, che non so se fidarmi o meno. E’ una situazione irreale, con qualcuno che a volte ha la voce rotta e sembra che sia morto qualcuno invece che solo partito, e invece non riesco ad essere triste o a sentirne la mancanza. Sarà che non ne ho il tempo, sarà che era ora, sarà che ho il problema contrario e i prossimi sei mesi passeranno troppo in fretta.
Sono andato a Villa Gazzotti, sotto ai ginkgo biloba che ormai hanno perso quasi tutte le foglie. Ne ho trovata una piuttosto distante dall’albero e l’ho raccolta d’istinto. Le foglie non sono come i frutti, non hanno la responsabilità di custodire i semi e forse è per questo che gli alberi permettono loro di cadere lontano. In inglese “foglie” si traduce in “leaves”, che significa anche “lasciare, partire”. L’ho messa tra le pagine del Moleskine con su scritto “Impossible”. Vedremo in primavera cosa spunterà da una foglia 🙂

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4 Risposte

  1. Tu pensavi al suono che fanno i colori???
    Io ieri, x colpa tua, ho canticchiato tutto il giorno “nel Blu dipinto di Blu” ;p

    Buona domenica!

    20 novembre 2011 alle 13:55

  2. Oh yes. In questo periodo ascolto un sacco Giovanni Lindo Ferretti che con le parole ci gioca e le usa per assonanza. Pensavo al suono che fanno quando vengono pronunciati, in quel caso il suono impegna due sensi anche se non ci si fa caso e a livello inconscio secondo me ha il suo peso. Pensieri di un insonne, appunto, ma di notte i pensieri seguono strane vie 😉

    20 novembre 2011 alle 16:06

  3. Ho visto l’invasione di foglie su Flickr proprio ieri….quella che ho commentato è veramente stupenda 🙂

    20 novembre 2011 alle 17:38

  4. Sai portare con te chi legge…
    buona domenica! 🙂

    20 novembre 2011 alle 20:06

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