"…è un modo di vivere." HCB

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Sono nato alle 14:30, era giovedì. Sembra che io sia sagittario ascendente toro, me l’ha detto mia mamma al telefono questa settimana, lei c’era. Ho passato una delle giornate più fredde che io ricordi, qui nel nordovest, che per l’occasione hanno anche spento il riscaldamento tanto per dirmi che sarebbe stato speciale. L’albergo, a sfilarmi il sandwich di t-shirt e maglia di lana e gli altri strati, una finestra su Cuneo piena di stelle cadute da un cielo nero, la notte, nudo di fronte allo specchio a considerare i miei trentadue anni nuovi di zecca senza giudizi, senza bilanci che non c’è tempo. Vorrebbe dire fermarsi il tempo necessario, e sarebbe tutto tempo che spreco a pensare alla mia vita, ma di tirar su i piedi dalla giostra non se ne parla. Neanche per un secondo. La doccia, i denti e a letto, e di nuovo il bagno alle due, sdraiato in terra davanti alla tazza a ripensare a cos’ho mangiato, e con ‘sta cazzo di intolleranza che si acuisce e mi fa strisciare, la faccia contratta, ecco che arriva, no, non arriva, e poi il freddo e tutto diventa nero e mi ritrovo a sudare sulle piastrelle, il respiro affannato, crisi da tossico nelle viscere. Ma salvo. Recluso in una camera d’albergo a far passare il tempo che mi farà stare bene, “Questa storia” di Baricco a farmi compagnia che parla di attese e di persone che si aspettano, lo rileggo più volte in più punti per memorizzare frasi da rivendere poi, il sole sbircia da più angoli finchè non si spegne di nuovo e ritornano le stelle cadute su Cuneo, qualcuno al telefono per chiedermi se ho mangiato e mi ricordo di essere digiuno da ieri. Ma non di pensieri, la mente lucida, focalizzata. Scrivere è una forma sofisticata di silenzio e oggi lo so meglio di prima. Un regalo dei più strani fatto da questo corpo, tempo, e quel poco che sta in una mano con cui riempirlo.

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4 Risposte

  1. Che bello… non so che altro dirti 🙂
    Vorrei fare qualche battuta scema delle mie, su tua madre (che “c’era”, meno male, direi! 😀 ), sul gelo che ti hanno regalato… ma preferisco rileggere nuovamente il post, ascoltando il tuo sofisticato silenzio 🙂
    Gli auguri te li ho già fatti, quindi: buona giornata Checcù!

    22 dicembre 2011 alle 07:58

    • Se è vero che il freddo conserva mi sa che sono a posto per i prossimi dieci anni 😉
      Mai patito così tanto freddo nonostante i vari strati di vestiti addosso…

      23 dicembre 2011 alle 19:02

  2. Che dire…auguri Checco ! Spero che tu sia dei nostri in Palazza a festeggiare il Natale domani sera, rigorosamente dopo la Messa di Mezzanotte !

    23 dicembre 2011 alle 18:00

  3. Domani ho il pranzo della ditta, un aperitivo e il brindisi in Palazza, mi sa che sentirò molto l’aspetto spirituale del Natale, uno spirito tutto mio 😉
    Comunque ci sarò! 🙂

    23 dicembre 2011 alle 19:04

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