"…è un modo di vivere." HCB

Fate questo, in Memoria

Non voglio scrivere un post sulla Giornata della Memoria, volevo solo dire che giovedì parto per Cracovia con l’intenzione di vedere Auschwitz.
Tempo fa ho visitato il campo di smistamento di Fossoli (Carpi – Mo) che apre solo determinati weekend, ho avuto la fortuna di capitarci mentre c’era il custode che mi ha fatto entrare lo stesso. Trovarsi in un posto del genere da soli stritola, c’è un silenzio diverso, una specie di presenza, o di assenza pesante da sostenere. Spero di ritrovare la stessa solitudine giovedì, anche se sarà dura perchè partiamo in sette tra i quali c’è qualche elemento piuttosto vivace 😉 ma confido che una volta là ci sia poco spazio per gli scherzi. Parto già stanco e con un gran bisogno di stare a casa, non ne posso più di fare e disfare valigie ma credo che questo viaggio meriti molto di più di uno sforzo così misero di fronte a tutto ciò che troverò là. Mi accorgo che ho già iniziato a comprimermi, a formare un contenitore molle in cui accogliere la forma di ciò che verrà offerto ai miei sensi. Starò là, semplicemente in ascolto. Concludo con una frase di Baricco:

“Io sono un narratore, ho quel talento lì: vedo storie anche in questo tavolo, mi parla. Ho lavorato molto per dire che viviamo in mezzo alle storie e che bisogna raccontarle bene, con rispetto. È un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. Non soltanto per trasmettere, sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente”

Annunci

5 Risposte

  1. Non so se visiterei mai un posto del genere…già mi vedo tra quelle mura quasi incredulo e senza parole, muto di fronte alla memoria della tragedia.
    Bella la citazione 😉 buon venerdi!

    27 gennaio 2012 alle 11:53

  2. Lo sai che quando sono stata a Fossoli, ho avuto la stessa sensazione?
    Un silenzio diverso, pesante, sordo, e camminare su quella terra impregnata di sofferenza è stato difficile… Era come se tutto il dolore passato di lì un po’ alla volta entrasse dentro, nella pelle, nelle ossa…. Infatti c’è stato un momento in cui ho fatto fatica a respirare, è stato orribile, eppure era una bella giornata di sole… Immagino che durante il tuo viaggio proverai queste sensazioni amplificate mille volte, e ti ammiro, anche a me piacerebbe ma davvero non mi sento pronta, non ce la farei a sopportarlo.

    27 gennaio 2012 alle 12:04

  3. Credo che sia una di quelle cose per cui nessuno è pronto, però voglio esserci, e starci. Anche perchè non penso ci sia molto altro fa fare se non guardare in faccia tutto quello che mi troverò davanti, poi col tempo metabolizzerò il tutto.
    Anche quando sono andato io c’era il sole ma era una giornata umida e afosa di settembre e forse anche quello ha contribuito. C’è voluto tutto il pelo dello stomaco di cui disponevo, e dire che è dal ’98 che vado in Yugoslavia e sono stato in manicomi strapieni di persone e orfanotrofi, ma una sensazione del genere non l’avevo mai provata. Poi Auschwitz… basta il nome ad evocare una valanga di cose viste e lette.

    27 gennaio 2012 alle 17:16

  4. mi fa strano augurarti buon viaggio. allora ti dico buon accoglienza.

    28 gennaio 2012 alle 10:28

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...