"…è un modo di vivere." HCB

E’ il progresso!

Ho la fissa per tutto ciò che reca la dicitura “Moderno” nel proprio nome: Bar Moderno, Cinema Moderno, Teatro Moderno… me li immagino tutti tragicamente arredati in stile anni ’70-’80, con le locandine dei gelati Motta usciti di produzione, i tavoli in formica con gambe in acciaio zincato, sedie in compensato, tapparelle alle finestre su infissi in alluminio bronzato.
E’ uno di quegli attributi -come potrebbe essere l’aggettivo “giovanile”- che userebbe mia madre e che mi fanno pensare a tutto il contrario.
Mi faccio anche un sacco di viaggi sul come sia stato scelto proprio quel nome: mi immagino una cucina di una casa qualsiasi, lampadina a incandescenza, una sera d’estate dopo cena. Sigla finale del telegiornale, moglie che si alza per sparecchiare e marito che fa lo stesso, ma più lentamente del solito e gli altri se ne accorgono. Era di buonumore e ha bevuto un paio di bicchieri più del solito. Appoggia le mani sulla tovaglia a quadrettini bianchi e rossi tra le briciole di pane, e con tono solenne -in contrasto con la canotta bianca a costine, macchiata dagli spaghetti aglio olio- annuncia alla moglie e ai pargoli di voler aprire un bar. Sposta con un simbolico gesto del braccio i dubbi della consorte che ha già sentito odore di guai (su certe questioni le mogli la sanno più lunga dei mariti), poi fissando un punto oltre il lampadario con l’occhio inumidito dall’alcool “lo chiamerò Bar Moderno”, quasi avesse scelto il nome del preferito dei suoi figli. Pausa in cui il padre rimane lì a fissare la lampadina qualche istante, poi di nuovo rumori di stoviglie, moglie e figli tornano a muoversi e infine il padre, ma qualche istante dopo, come a riprendersi dopo la fatica di aver partorito un’idea così grandiosa.

Trent’anni dopo: arredamento stile anni 70-80, locandine dei gelati Motta usciti di produzione, tavoli in formica con gambe in acciaio zincato, sedie in compensato, tapparelle alle finestre su infissi in alluminio bronzato. Baristi con meno capelli ma stessi occhi umidi e mogli che nel frattempo si sono emancipate e hanno aperto un negozio di maglieria 😀

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11 Risposte

  1. sfrappa

    anche il “font” con cui sono scritti i cartelli la dice lunga! 😀

    28 febbraio 2012 alle 12:19

    • Secondo me il font e il colore dei vestiti sono le caratteristiche determinanti della foto 😀

      28 febbraio 2012 alle 14:37

  2. Tu pensa che io, da ignorante, ho sempre pensavo che moderno e contemporaneo fossero sinonimi. Me ne sono accorto solo una volta entrato alla Galleria Nazionale di Arte Moderna………che due palle stratosferiche!!! 😀

    28 febbraio 2012 alle 12:44

    • E’ tutta esperienza Rob, nessuno ci fregherà mai più 😀

      28 febbraio 2012 alle 14:39

  3. “Sponsor uffi-ciale delle signore felici” muahahahaah!! Troppo forte 😀
    Che bella foto (moderna, aggiungerei)!

    28 febbraio 2012 alle 17:26

    • Moderna e giovanile allo stesso tempo 😀
      Nel negozio c’era un mondo pre-pre-pre-vintage e due anziane signore perfettamente a loro agio, un giorno fingerò di essere un reporter e le intervisterò 🙂

      28 febbraio 2012 alle 23:43

      • Ahahahah, mitico 😀
        Mi aspetto un post sulle due nonnine allora, con tanto di scatti! 😉

        28 febbraio 2012 alle 23:56

  4. mbj

    La foto è di un moderno retrò molto accattivante 😀
    E dire che anche io al suono della parola “moderno” ho visioni post belliche 😉

    28 febbraio 2012 alle 21:08

    • Marco, se mi dai la taglia ti posso procurare un maglioncino modernissimo con bottoni in madreperla, saprai di naftalina per il resto della tua vita e un giorno qualcuno ti dirà che sei giovanile 😀

      28 febbraio 2012 alle 23:45

  5. Effettivamente qualche bel viaggio te lo fai ! 🙂 A parte ciò hai ragione, è curioso come la gente a volte decida un nome senza pensare a quanto diventerà anacronistico di lì a poco ! 🙂 Bella la foto, dà l’idea del vintage !!

    28 febbraio 2012 alle 22:22

    • Pensa che di sti viaggi ne faccio continuamente, mi perdo nei dettagli che avrebbero potuto esserci e ci faccio dei discreti ricami sopra. Pensa poi dopo un assenzio… 😉

      28 febbraio 2012 alle 23:46

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