"…è un modo di vivere." HCB

Home of Decadence

Avevo solo voglia di una birra in compagnia, quattro chiacchiere e a letto presto, non riuscivo a spiegarmi come mai fossi davanti a uno specchio a litigare con l’Ele e la Vale per la matita nera. I pantaloni di pelle li ho lasciati a Dede che non li avrei retti per una notte intera, Frate intanto scattava foto e le pubblicava istantaneamente su FlickR alla faccia della liberatoria (e probabilmente lo stroncherò per vie legali) e Niger e Fugghy se la ghignavano ma mai e poi mai sarebbero venuti con noi, i pavidi. E così ci trovammo in via Seimperi a Bologna, o per essere più precisi al Decadence. Selezione all’ingresso, “tu sei vestito elegante… la giacca te la tieni vero? Così mantieni il tuo fascino”, mi passa di fianco un tizio a torso nudo a cui arrivo sì e no alla spalla, capelli bianchi lunghi un metro e occhi dello stesso colore, anfibi. Spero di non doverci litigare. Faccio la tessera, “Ente nazionale di promozione sociale con finalità Culturali, Assistenziali” eccetera, due drag queen ci “soppesano” tette e pacco e aprono il sipario. Siamo dentro. Una ragazza vestita di rete ripone la mia giacca nel guardaroba e mi fa piacere pensare che parte dell’incasso della serata sarà devoluto al progetto Casa Maternità, facciamo un giro e dobbiamo stare attenti a dove mettiamo i piedi, più per noi che altro perchè in qualche angolo qualcuno si lascia calpestare da tenebrose ragazze in tacchi a spillo. Attività di boundage. Dark room. Niente di pericoloso per noi comunque, nessuno ci vuole costringere a provare. Ritorniamo alle due sale principali dove danno del buon vecchio rock, a volte gotico a volte decisamente pop con Cindy Lauper, i Ramones e Billy Idol che riscuotono molti consensi. La tizia in latex con maschera da Hannibal ci sa decisamente fare ai piatti.
E’ un luogo di paradossi in cui ci si sente liberi di fare quello che si vuole, e quando si ha la libertà poi viene a mancare il gusto del proibito e va a finire che le persone trasgrediscono solo nel vestire e in poco altro. L’ho vissuto come una mega festa di halloween dove le persone ci credono, magari sono persone rispettabilissime nella vita in superficie che qui si divertono così, creandosi una doppia identità che scompare con la luce del sole. Di fronte a certi costumi mi sentivo decisamente fuori luogo ma oltre agli habituè c’erano tanti altri ragazzi che avevano voglia di una serata più spinta o semplicemente diversa, che ti chiedono scusa se ti prendono contro e che se fanno la fila per entrare nelle gabbie sono più rispettosi delle vecchie in coda alle Poste.

EDIT. Poi ti svegli a mezzogiorno e vai a mangiare i maccheroni in piazza, e speri che la vicesindaco non ti chieda perchè hai il rigo nero di matita intorno agli occhi XD

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4 Risposte

  1. Serata spettacolare,da ripetere più spesso,un po’ di sana evasione dal consueto e dal noioso ogni tanto ci vuole!

    18 marzo 2012 alle 14:13

    • Tra due venerdì possiamo decidere tra il Decadence e la festa Indie in Miccia 🙂

      19 marzo 2012 alle 18:31

      • Controllato il sito,la prossima serata è il 6 aprile quindi possiamo fare tutte e 2!ma alla fine…come hai fatto a passare dalle 4 chiacchere e a letto presto al decadence:-)?

        19 marzo 2012 alle 20:18

  2. Eh, me lo sono chiesto anch’io… ma a certe cose bisogna dire di sì sulla fiducia anche se si vorrebbe fare tutto il contrario 🙂

    20 marzo 2012 alle 00:00

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