"…è un modo di vivere." HCB

Per chi non andrà a Bologna

Francesco, classe 1979, modenese.
Questa mostra riflette ciò che i miei occhi hanno raccolto, non solo immagini ma anche appunti, storie e vite immerse in un contenitore senza barriere. Mi interessa l’uomo, perchè è ciò che siamo e perchè è fonte di luce e di ombre nella sua finitezza.
L’uomo è ciò che dà la misura e il senso a tutto ciò che gli sta intorno.

Le ombre vengono incontro insieme al sole, così come le novità: vanno accolte in coppia.
Su qualche cortile la primavera arriva scalza, sparsa a frammenti negli angoli in cui la gente non guarda.

 

I posti che vedi e non guardi, ci passi, sai dove ma non sai cosa.
Spesso vado lì, visto che non li guarda nessuno sono un buon nascondiglio per quelle volte.

 

Dici che se rimango seduto non vado da nessuna parte. Spesso sto, e conosco senza usare i piedi.
L’arrivo della sera è un graffio sulla pelle degli occhi.

 

Di radici e di ali,
sospeso in aria, bisognoso di terra,
e vento, e acqua.

Se solo potessi
essere
lo vorrei.

 

Le cose non dette
sono gocce che creano oceani
e oceani impossibili da navigare
e barche che diventano distanti
e marinai esperti che non sapranno tornare.

Le cose non dette
sono crepe nella sabbia
sono spiagge che costudiscono segreti
sono tronchi sepolti dalle onde.
Le cose non dette
sono rami che i cani non riportano.

Le cose non dette
sono tra me e te
sono tra te e me
che stiamo in silenzio ad ascoltare il vento
su questa sabbia che ci ha sostenuti tante volte
e ci rimescola in luoghi che non possiamo raggiungere.

Nè io da te
nè tu da me.

Sono venuto qui, tra cose non dette e tronchi portati dal fiume. Cercavo regali: ossa, galleggianti, pomici, conchiglie e pezzi d’estate rimasti. Vado sempre via con qualcosa in tasca.
La distanza è mancanza, un sasso riempie, anche se di poco.

 

Dicevano dei gabbiani che sono andati incontro all’ultimo peschereccio, e noi qui fermi su questo molo ci ricordiamo di quando il mare ci prendeva tra le sue braccia e ci teneva intere notti.
L’amore passato non si spegne col giorno.

 

Gli ingressi, le soglie. Non sempre si vedono, più spesso si intuisce il guardiano che veglia su quella linea invisibile tra il dentro e il fuori, tra il qui e il là. Non ci si accorge, ma trovarsi altrove è un attimo.

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9 Risposte

  1. Che dire?sono tutte foto bellissime,davvero.Anche quelle degli altri ragazzi ma le tue le preferisco,saranno i grandi spazi aperti,sarà che si intravede l’infinito,la natura che sembra voglia parlare o saranno le didascalie.Ad ogni modo meritavate una mostra con molte più foto,ma è bella ugualmente!

    26 marzo 2012 alle 18:26

  2. Pensa che -i tuoi amici- mi hanno anche cazziato perchè le didascalie erano troppo lunghe! 😀
    Come numero di foto secondo me ci siamo, preferisco che a chi guarda rimanga la voglia di vederne altre piuttosto che stancarlo. E poi con sette scatti si riesce già a “raccontare” qualcosa, infatti sono partito con l’assenza fino ad arrivare alle tante persone (lo scrivo perchè non so se si è colto ;p)
    Grazie 🙂

    26 marzo 2012 alle 19:05

  3. Semplicemente meraviglioso…
    Peccato non poter vedere la mostra 😦

    27 marzo 2012 alle 10:44

    • Grazie Rob, cosa non si fa per scroccare un aperitivo 😀
      La mostra è carina ma il posto è fantastico, e dispiace che sia così poco frequentato. Sembra di tornare nella Bologna di trenta-quarant’anni fa, pensa che sul bancone hanno i cestini con dentro le uova sode, per fare “tappo” ai buchi nello stomaco 🙂

      27 marzo 2012 alle 13:48

  4. Come sempre rimango rapito!

    27 marzo 2012 alle 18:53

  5. molto belle le tue foto
    quelle che preferisco sono la 3550 e l’ultima …
    di cose non dette credo di essere un campione a volte penso a certe volte che avrei dovuto dire qualcosa e invece ci ho girato intorno ..chissà come sarebbe andata?
    forse però volevo che andasse così come è andata.

    ciao

    4 aprile 2012 alle 15:24

    • Grazie ^^
      Ho scritto quelle righe durante l’inizio di una valanga, sai quando cominciano a rotolare i primi sassolini?! C’è chi non sarà d’accordo con me ma le cose le dico, poi se vedo che non vengo ascoltato lascio perdere e si stacca il primo pezzo. Poi il secondo. Poi il terzo e così via, fin che le cose vanno come devono andare.

      4 aprile 2012 alle 21:51

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