"…è un modo di vivere." HCB

Le tante notti

un viaggio che sembra portare quell’auto verso l’infinito e invece è solo Bologna, e tocca calmare che va tutto        è tutto mischiato…         il pieno di Bologna, e il caldo, stati di agitazione nel corpo e nella mente e un torpore che sapeva di vino e di tamburi in piazza Verdi, e prima              Grigio, i ciliegi potati sembrano spose mutilate, senso di mancanza nel giorno perfetto.              e vorrei solo pensare e appoggiare l’occhio su qualcosa che me lo tenga stretto               Un po’ di imbarazzo con quelle persone che un po’ conosci da una vita e un po’ no, che a volte sembrano così più grandi di te e a volte               che poi incontro sempre qualcuno che conosco e alla fine eravamo in tanti, chi apposta e chi per caso, a farci spaccare le labbra dal vento caldo di un venerdì qualsiasi diventato festa.                occasioni uniscono, che sembra non passino mai e invece è un soffio, e ci si ritrova tutti in quell’osteria che ormai è anche un po’ casa tua e ti sento libero e sereno di fare               bottiglia viene aperta e chissà se tua mamma al tavolo di fianco sente quei discorsi così lontani dal suo vivere quotidiano.        Bologna accoglie e ti fa stare bene, sempre, che ti puoi sedere nello sporco in mezzo a tanti in piazza Verdi, con i suoi strumenti musicali e le tante voci che si mescolano tra fumo e alcol, in testa un centodieci e lode che ti fa dimenticare il fidanzato in bagno, che in quella felicità c’è anche una vendetta che sanno in pochi, che ti fa               salire la bellezza decadente di uomini in tutù e vecchie punk             le scale e sei a casa di qualcuno e ti inventi un gioco a cui non si vince mai e tutti ridono           stare giù del palco e sentire lo stesso            musica è una fuga al contrario, ti viene addosso dall’esterno all’interno                 stronzo fa di tutto per spaventarti e rovinarti il fegato con l’ordine costituito e leggende di case mangiate             il rumore dei propri passi e il fruscio delle cartacce tutto d’un colpo              lucidi e il bisogno di qualcuno che mi tenga le costole tra le braccia, è mezzanotte passata e sono               Le mille lune che portano a spasso il riso e strette di mano piazza Martiri a Carpi          due fiocchi di neve che arrivano da qualche inverno dimenticato               ti salva con il primo treno del giorno nuovo e ti brucia che quello vecchio sia già finito, ma davvero sei sfinito da tutta quella gioia non tua che ti ha portato in braccio per tutti i giorni.

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