"…è un modo di vivere." HCB

RENT

Riguardo le foto di ieri sera e mi fanno cagare. I ragazzi sono stati meravigliosi, tanto che mi sono commosso in più di un’occasione, cosa non da me. Per un musical, poi… E poi i ragazzi erano tutti belli, il teatro ha la capacità di rendere espressive le persone all’ennesima potenza, gli tira fuori tutto, li rivolta e mostra il meglio. Ma non ero al top, sarà perchè tutto è cominciato con un Checco in maglietta che stoicamente si avvicina al teatro di Carpi tra persone imbacuccate, sarà perchè il teatro è fatto da stanze tonde e se ci stai dalla mattina alla sera ti ubriaca, sarà perchè un fotografo non può fare granchè finchè lo spettacolo non è in scena e l’attesa di un giorno snerva, sarà che il fotografare è una cosa che faccio a istinto e se mi preparo per un giorno mi spengo. E sarà perchè ho conosciuto uno che non ho inquadrato bene, e se da una parte si è dimostrato davvero gentile e loquace, dall’altra ha fatto del terrorismo gratuito. E poi generalmente diffido da chi si porta dietro un’attrezzatura che vale due anni di stipendio, ho sempre il pregiudizio che usi gli strumenti per sopperire alle sue dubbie capacità. Ma è solo un pregiudizio. O invidia, forse.
O sarà questo lunedì in cui sono cotto da una domenica bella ma snervante, tre ore di corsa avanti e indietro con il braccio sinistro indolenzito a forza di tener su dei chili di ferro e vetro, che poi finisce tutto e ritrovo amici persi anni fa a Cervia e a Fiumalbo e fratelli di amici, altre generazioni che hanno gli stessi lineamenti delle persone che conoscevo che chissà dove sono finite, che il mondo è davvero piccolo e molti cerchi prima o poi si chiudono.
Ritorno a casa attraversando tutta Piazza Martiri da solo, nessuno in giro e le cartacce che grattano il porfido, poche sensazioni ben confuse in testa, proposte indecenti che sto elaborando e qualcosa salta fuori, voglia di un letto e della promessa che domani sarà primavera, e che sentirò qualcosa. Rimane l’amarezza mista a qualcos’altro nel constatare che sono più le persone conosciute quest’anno che quelle che conosco da una vita, e mi chiedo dov’è che sono finiti tutti? O, forse, la domanda è: dove sto andando io?

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10 Risposte

  1. Non è poi facile sapere dove si sta andando… almeno non lo è finchè non si arriva no?! Rent però a me è piaciuto tanto! 😀

    3 aprile 2012 alle 16:15

    • Eh, ma quand’è che uno può dire “sono arrivato”?! Domande troppo grandi per questo mattino uggioso…
      A me sta piacendo a scoppio ritardato, l’ho visto due volte in teatro e sto cercando il film, il cd, eccetera. Forse perchè l’ho visto attraverso l’oculare della macchina fotografica e non ne ho una visione d’insieme. Boh, si parla di fare un’altra data in un posto ancora più figo del teatro di Carpi, speriamo bene! 🙂

      4 aprile 2012 alle 08:59

  2. Se e’ vero che il mondo e’ davvero piccolo capitera’ di rincontrarli, insieme a quelli nuovi e ad altri potenziali..
    Dove si va? Avanti.

    4 aprile 2012 alle 08:21

    • Bisogna vedere se è un “avanti” verso qualcosa o un “avanti” per venire via da qualcosa. O solo per il gusto di andare. O tutto insieme 🙂
      Quello che mi spiazza è che -a parte i fedelissimi del bar- incontro solo persone nuove o più grandi o più piccole di me, sembra che la fascia dei trentenni sia sparita.

      4 aprile 2012 alle 09:05

      • Quando arriveremo lo scopriremo..
        Magari conoscevi tutti i super cervelli fuggiti all’estero….
        Non so, io incontro solo persone piu’ giovani, ma le mie conoscenze avvengono tra i recinti aziendali e il neolaureato qui la fa da padrone!
        Pensandoci bene…se son ragazze non dovrebbe andarti cosi’ male!
        Un sorriso!

        4 aprile 2012 alle 10:45

  3. Da quando mi sono messo a fare foto diciamo “di mestiere” sto conoscendo un mucchio di belle persone, tra cui molte ragazze 🙂 ma purtroppo non mi scatta mai niente, dentro. Come dicevo a una mia amica “comincio ad avere troppe amiche” 😀
    Ci scherzo e mi va bene così. Sto bene così 🙂

    4 aprile 2012 alle 12:04

  4. La vita è una strada piena di bivi, di rotatorie , di piazzole per parcheggiare.
    Ad ogni bivio si fa una scelta che ci porterà dove stiamo andando, alle rotatorie i dubbi aumentano, sulle piazzole ci fermiamo per quelle famose pause di riflessione di cui tutti parlano ma nessuno sa cosa siano.

    Tanti anni fa un amico mi ha detto “comincio ad avere troppe amiche” e si è rintanato in un seminario e si è fatto prete.

    un saluto
    Mauri

    4 aprile 2012 alle 15:08

    • La prossima settimana dovrei rinchiudermi in un monastero e prendermi quella famosa pausa di cui parli 🙂 Ci ho pensato più volte alla vita clericale: povertà nessun problema, castità voto o non voto non cambia nulla… è l’obbedienza che proprio non mi va giù. E purtroppo parlo per esperienza :p

      4 aprile 2012 alle 21:45

      • il mio non voleva essere un consiglio così drastico (sorrido)
        cmq in un monastero ci trovi pace e serenità ma anche una profonda spiritualità

        4 aprile 2012 alle 22:14

  5. Purtroppo troverò anche parecchio lavoro, mia zia è monaca e vado a rifarle una parte di impianto elettrico. Sarà un’illuminazione reciproca 🙂
    Ma è l’atmosfera che conta, e sicuramente mi farà bene!

    4 aprile 2012 alle 22:31

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