"…è un modo di vivere." HCB

Coast to coast

Una mattina come tante a La Sassonia, tipica spiaggia Fanense. O fanatica… come si dice? Va beh. Guardo un po’ il mare prima di decidermi a tornare a casa. Foto che aspettano, genitori che partono e vorranno sapere, impegni, scadenze. Poca voglia di tornare, a dire il vero. Così l’idea: mi lavo la faccia con l’acqua di mare, restituisco un bacio all’acqua e punto il muso della macchina verso ovest, come i cow-boys, dritto verso il tramonto sperando di fare in tempo. L’idea è quella di documentare il tutto fotograficamente attraverso Instagram, in modo da portare con me virtualmente i miei contatti attraverso le foto che man mano carico. Mi piace l’immediatezza di quel social network, vengo da giorni di disintossicazione da tutto ciò che è virtuale: Facebook, FourSquare (maledetti check-in), FlickR, WordPress, ho mantenuto solo Instagram perchè ho davvero pochi contatti e quindi ha ancora un aspetto familiare. E poi mi piace l’idea di comunicare attraverso le foto, l’ho usato come taccuino visivo.
Ho fatto tappa a Urbino e poi il ciclone Madeleine si è impossessata del cielo, così invece di fermarmi a Perugia, Sansepolcro eccetera ho tirato dritto fino alle crete senesi. Tappa dai famosi cipressi che mi hanno fatto da sfondo alle pause pranzo di quando abitavo da quelle parti, tappa a Cinigiano a comprare dieci litri di vino rosso di quello buono, tappa a Principina Mare e alla mia spiaggia, quella delle cose non dette. E scriverò un post su quello. Forse. Ho restituito il bacio al mare ma il sole è tramontato dietro alle nuvole togliendomi il gusto di vedrelo andare giù nell’acqua.
Poi volevo andare a cercare un posto tranquillo in cui parcheggiare e dormire ma considerando che avevo il baule occupato dal vino ho preferito ripartire in serata, così mi son fatto un Fano-Grosseto-Modena in scioltezza.
Quella del coast-to-coast è una mia fissa, l’avevo fatta in moto una decina d’anni fa e l’avevo rifatta qualche anno fa. Avevo bisogno di un viaggio in solitaria in cui fondamentalmente sputtanare del gasolio che tanto non costa niente… no, avevo bisogno di stare da solo e di lasciar scorrere i pensieri insieme al paesaggio, cantare sull’autoradio, vivere l’esperienza del viaggio senza sapere quando mi sarei fermato e dove avrei dormito. E’ un po’ come tirare su i piedi dalla giostra quotidiana e lasciare che vada come vuole, e poi speravo di sforare la soglia dei duecentomila chilometri con la macchina, ma ho fatto male i conti. Peccato, sarebbe stato bello farlo in un’impresa simile 🙂

PS è deciso, la prossima macchina sarà un Qubo: costa il giusto, ci posso caricare la bici e adesso che ho trovato questo blog sono in botte 😀

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10 Risposte

  1. sfrappa

    Sto progettando un viaggio in solitaria di almeno due settimane… Se mai troveró il momento per poter staccare dalla giostra quotidiana per 14 giorni di fila.
    Quando ne parlo la gente non capisce, il viaggio in solitaria suona sempre un po da sfigati agli occhi di chi ho intorno… Ho solo voglia di trovare le mie impronte in luoghi in cui non sono mai stata, e magari intanto mi accontenteró anche io di pochi giorni come hai fatto tu!
    Ps: ti ho seguito nelle tue foto!

    21 aprile 2012 alle 15:39

    • In due o più si fa gruppo e si porta il proprio quotidiano (maschere, abitudini, tutto quanto) in posti nuovi. Viaggiare da soli invece obbliga ad aprirsi a chi si incontra, a conoscersi bene e a mettersi in relazione con i posti e le persone. L’esperienza più bella è stata il Cammino di Santiago, lì ero veramente solo e “nudo”. Mi sono ascoltato un sacco ma ascoltato davvero, non tutti quei pensieri-cazzate che si hanno normalmente.
      Hai già in mente dove andare?

      21 aprile 2012 alle 16:04

      • sfrappa

        Si, e ho gia qualche contatto perche sarebbe un viaggio dall’altra parte del mondo! Diciamo che ho voglia di mettermi parecchio in difficoltà 🙂
        Spero di farcela, prima o poi!

        21 aprile 2012 alle 16:19

  2. un bel coast to coast
    grazie per la segnalazione del qubocamper finalmente ho trovato perchè producono quella scatola

    21 aprile 2012 alle 17:47

    • Sono sicuro che ne troverò altre dopo che ne avrò comprato uno 🙂

      22 aprile 2012 alle 13:15

  3. Che invidia Checco.Vorrei avere il tuo spirito di avventura,di adattamento,la tua capacità di staccare da tutto e di partire per un viaggio con solo i tuoi pensieri,la tua pazzia di saper lasciare il certo per l’incerto.Ne avrei bisogno,dove si comprano?

    22 aprile 2012 alle 11:14

    • Si chiama incoscienza e ce l’hanno tutti anche se insegnano che è una cosa brutta e cattiva. Si arriva a un certo punto che le cose insensate sono le più sensate 🙂

      22 aprile 2012 alle 13:18

  4. Mauri, la macchina per me ha la stessa funzione di un camper, ci faccio di tutto e mi sono pentito di non aver comprato una station, dormire nel baule della Focus berlina richiede adattamento. Il Qubo sarebbe l’ideale 🙂

    22 aprile 2012 alle 13:20

  5. Fre, sto pensando se andare in India a ottobre-novembre: se ci sincronizziamo come tempi, in caso di bisogno ci possiamo venire incontro!

    22 aprile 2012 alle 13:22

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