"…è un modo di vivere." HCB

Le formiche ci rimettono sempre

Un lunedì cominciato davvero male, e le nuvole che ho sulla testa sono solo un pallido riflesso. Quasi non le vedo. Anzi, non ci sono. Forse ho un senso di giustizia distorto e mi incazzo per cose da poco e addirittura lontane dal mio presente, o forse sono stanco di questo mondo del cazzo che premia le cicale e fa abbassare la testa alle formiche, che tanto formiche sono e formiche restano e quindi tanto vale che facciano la loro vita.
I vaffanculo vanno detti al momento giusto e se prima pensavo che fosse bene contare fino a dieci adesso credo che sia meglio essere in debito che in credito, che avere la coscienza pulita e sapere di avere agito con correttezza è una soddisfazione da poco.
E non sopporto, non sopporto, di essere incolpato per qualcosa che ho subìto, come se avessi abbandonato le persone nel momento del bisogno. Ma visto che c’ero io nel momento del bisogno e tu non hai mai avuto periodo migliore è il colmo della misura. Solo che io non taglio i ponti, perchè quelli di non percorrerli più sia una scelta data dalla volontà e non una mancanza di possibilità.

Sto facendo i conti con questa specie di superficie liscia e dura subito sotto la pelle che mi rende diffidente verso tutte quelle che mostrano un minimo di interesse, mi hai tolto tutto tre volte ma per te è “ancora quella storia?”. Pensavo ai doni e alla generosità del ricevere. C’è chi dà ciò che si sente di dare, non tutto quello che può. Hai fatto bene a insegnarmelo, così ho potuto restituirti un amore misurato. Così posso restutuirti ciò che tu mi hai dato: un’assenza.
Mi sentivo più solo quando eri presente, ora va decisamente meglio.

“…a chi non c’è stato, perchè ho capito che posso vivere senza”.
Ma che vivere è il “vivere senza”?
Ho una canzone per la mia rabbia.
Ho una canzone per te. Veh mo, la conoscevo già dall’inizio di tutto, pensa com’è ironica la vita..

PS Giovedì sera ho cenato sotto la casa che fu nostra, nel posto in cui non volevi mai andare.
Ho mangiato bene.

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13 Risposte

  1. Don(n)a

    i Cure…accompagnano spesso i miei momenti importanti, belli o brutti che siano.
    Dona

    23 aprile 2012 alle 11:01

    • C’è sempre bisogno di una buona colonna sonora e i Cure non possono mancare 🙂

      23 aprile 2012 alle 11:31

      • Don(n)a

        🙂

        23 aprile 2012 alle 11:32

  2. “Mi sentivo più solo quando eri presente, ora va decisamente meglio”
    è una esperienza che ho già vissuto qualche volta, spesso ci mettiamo del nostro ma cmq non va bene vuol dire che non ci sentiamo a nostro agio e allora meglio…….

    23 aprile 2012 alle 11:32

    • Meglio “essere soli” perchè non c’è nessuno che “sentirsi soli” perchè chi c’è non c’è veramente. Preferisco rimanere solo che sposare la donna sbagliata.

      23 aprile 2012 alle 11:46

      • concordo totalmente

        23 aprile 2012 alle 11:50

      • Concordo anch’io.E ti capisco.Hai scritto cose saggissime come sempre.E mi sento di consigliarti di tagliare i ponti comunque con ciò che ti fa stare male,così sarai sicuro che la tua volontà non abbia cedimenti.

        23 aprile 2012 alle 18:19

  3. Mai tagliare i ponti: anche le stronze possono avere amicizie interessanti 🙂
    Scherzi a parte non mi piacciono i “per sempre” come non mi piacciono i “mai più”, e poi ci sono gesti e parole che creano molta più distanza di un ponte crollato.
    I cannoni li punto sulle persone, non sui ponti 😀

    23 aprile 2012 alle 19:26

  4. Quante cose esprimi in cosi’ poche righe? E quanto sono grandi? Vada per la superficie dura se serve ma speriamo di ricoprirla presto con quella mordida per esser pronti alla prossime carezze.

    24 aprile 2012 alle 10:51

    • Ne ho usate anche troppe, bastava un “ciao e grazie” 🙂
      Speriamo, ci vorrà del tempo e tanta pazienza, più che altro da parte dell’altra persona che troverò.

      24 aprile 2012 alle 11:23

      • Chissa’, magari avverra’ tutto in modo sorprendentemente naturale!
        Te lo auguro davvero.
        Ciao!

        24 aprile 2012 alle 11:31

  5. Pensavo lo stesso prima, fermo al semaforo. A quante volte sembra di vivere in una routine schiacciante che non cambierà mai, poi succede che si incontra una persona o una situazione e di colpo cambia tutto, e in poco tempo si stravolgono i ritmi e i luoghi. E’ l’importanza di dire dei sì ed è necessaria la massima capacità di rendersi duttili a quello che ci può cambiare.
    Poi è venuto il verde 🙂

    24 aprile 2012 alle 16:26

    • Ecco con il verde si riparte, seguendo la strada che il rosso ha ispirato!!

      26 aprile 2012 alle 08:15

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