"…è un modo di vivere." HCB

Schegge sparse in terra e nell’aria

Il tempo. Che non passa mentre sono in giro da solo, magari in bici in mezzo a qualche campagna. Riprende a scorrere più tardi, mentre mi riavvicino a casa e lo posso misurare da sotto la doccia in ore e chilometri, ma durante.. durante non scorre. Tictictictic fa la catena, mi bruciano le cosce ma ho il cuore tranquillo, battito regolare, bocca aperta per inghiottire l’aria e i profumi della terra che in questa stagione sono i più buoni e dilatano le narici ferme dall’inverno. Piumini di pioppo che fermano i raggi obliqui del sole. C’è pace nel viaggiare così.

Serendipity: frutto del caso e dell’intelligienza, la capacità di trovare qualcosa di importante mentre si cercava tutt’altro.
L’erranza è la forma nomade della serendipity.

L’arte è il culto dell’errore – Picabia

Per me la fotografia è un’arte dell’osservazione. E’ la ricerca di qualcosa di interessante in un luogo anonimo. Ho scoperto che ha poco a che fare con le cose che vediamo e tutto a che fare con il modo di vederle – Elliott Erwitt

Immagino il momento dello scatto, un momento che non si aspettava, l’elogio del caso. Mi immagino soprattutto il suono dell’otturatore, dev’essere una specie di liberazione dall’immobilità, una logica negata: tutto è carico, poi arriva quel momento, viene percepito e -TLACK- l’otturatore si libera, si scarica. Come se avesse il peso di quel momento tutto su di sè e al suo culmine diventasse insopportabile.
-TLACK-
Il rumore della Leica in una stanza che sa di legno, Venezia dai vetri, nessuno nella stanza.

Io non cerco, trovo – Pablo Picasso

La fertilità del caso.

A ogni errore dei sensi corrispondono strani fiori della ragione. – Louis Aragon

Erwitt è IL grande – F.Boni

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2 Risposte

  1. la scelta di uno scatto è come la scelta di un verso…di una atmosfera

    15 maggio 2012 alle 16:30

  2. Vero, anche se faccio un distinguo perchè la fotografia è più legata al tempo e se non sei nel posto giusto al momento giusto la foto non la fai e non puoi tornare indietro. Nella scrittura e nella pittura l’atmosfera va costruita con le proprie mani e c’è più margine di errore, ma non penso che sia più artificiale o più facile: sono entrambe frutto di una ricerca e dell’abilità, del sentire.

    15 maggio 2012 alle 21:32

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