"…è un modo di vivere." HCB

in Duna degli Orsi

La pioggia mi viene incontro a piccoli passi, tante dita leggere che mi sfiorano le spalle e provano a svegliarmi piano. Devo andare a consegnare delle foto (oltre a comprare un ombrello) e ne ho voglia come di prendere “degli schiaffi a mezzanotte” (cit.), preferirei rimanere a letto a oltranza. Scelgo gli stessi vestiti di ieri, sporchi di sabbia sull’orlo della caviglia ma tanto non si nota. I weekend in Duna sono difficili da lasciare alle spalle, sarà per le poche ore di sonno, sarà perchè non ci sono orari, sarà perchè tira fuori il meglio e il peggio dalle persone e si concludono nel bar dell’oratorio, davanti a un ping pong alla morte tra scosse di terremoto.
La Duna degli Orsi è il rito d’iniziazione all’estate e siccome un paio di amici compiono gli anni in questo periodo cogliamo ben volentieri l’occasione. Ogni volta si compiono piccole e grandi tragedie, a partire dai sei chilometri a piedi tra il bungalow e l’ultimo bagno che tiene aperto fino alle tre, ma tanto c’è il minigolf, anche se l’alba ci viene incontro attraverso i pini marittimi. O la rosticceria/piadineria, e sono sempre indeciso se andarci prima e passare la serata con il baricentro abbassato o dopo col rischio di saltare la cena. O gli addii al nubilato con i quali ci si allea pur di entrare nel locale che non accetta braghe corte ma approva la linea Decathlon. O la luna che si scioglie in acqua e accompagna i valorosi che scelgono la via dalla spiaggia per evitare le perquisizioni anti-etiliche. O gli amici che si inventano l’etilometro nel cellulare, che organizzano matrimoni con persone appena incontrate, che qualcuna tira giù le braghe e riceve un “e se poi te ne penti?” per risposta, che entrano in piscina con un salto mortale, che continuano a parlare e a parlar forte anche se sono le cinque del mattino e mi sto incazzando, o che russano e mi fanno incazzare ancora di più perchè vorrei poterlo fare anch’io, che fanno l’autostop per tornare verso il letto, che ci aspettano sdraiati, che riempiono un frigo di birre e lo svuotano il giorno dopo senza averne bevuta una, che si lanciano in un beach-volley e che impezzano chiunque e quando incontri un gruppo di quattro spagnole di Bilbao ti muore qualcosa dentro quando senti urlare “forza Barcellona!” dall’amico che pensa di far bene. Perchè la Duna o ti riempie il cuore o te lo spezza, ed è un po’ triste constatare che in me non ha fatto danni e che è stata una gran bella serata e basta. Ero un po’ assente di testa, come mia zia che tornando a casa dalla Grecia “ti ho portato un souvenir, spero che le sigarette greche ti piacciano”
“Ma veramente è dal 2005 che ho smesso di fumare..”
[pausa] “Ma dai?! Che bravo, sei un mito!”
“Ok. Quindi, il mio souvenir?!”
Barretta ai cereali, marca Orino: una garanzia 😀

Colonna sonora:

vent’anni dopo. E Pupo. E i Korn.

EDIT: un’altro punto di vista da chi c’era: About music pensaci tu! (Voglio la rivincita al minigolf)

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10 Risposte

  1. A me l’ha spezzato, adesso, leggendo da lontano, insomma, di riflesso.
    Ciao.

    4 giugno 2012 alle 12:42

    • Eddai su! Se riesco in agosto/settembre organizzo il mio compleanno-sette-mesi-dopo (o il mio addio al celibato fittizio) e inviterò anche voi bloggers. A patto che vi mettiate una maschera con il vostro avatar, così ci incontriamo mantenendo l’anonimato 😀
      In alto i cuori!

      4 giugno 2012 alle 14:23

  2. Mi ero preoccupato leggendo “Duna” mi era venuto in mente una automobile terribile ma leggendo ho capito il riferimento e posso dirti che a me ormai si è spezzato
    un sorriso

    4 giugno 2012 alle 13:28

    • Un altro cuore spezzato? Due su due, la cosa sta diventando grave..
      Verrò a tirarti su, ma stasera, con la notte. Ho letto che nell’ultimo post parli del buio liquido, adesso piove ma aspetterò stasera quando ci sarà l’atmosfera giusta. Un sorriso a te.

      4 giugno 2012 alle 14:25

      • se piove il buio è ancora più liquido

        4 giugno 2012 alle 14:28

        • Appunto, mi scoccerebbe commentare adesso perdendo tutta quell’atmosfera 🙂

          4 giugno 2012 alle 14:30

  3. “che riempiono un frigo di birre e lo svuotano il giorno dopo senza averne bevuta una”

    E’ morta qualcosa dentro anche a me.

    4 giugno 2012 alle 13:42

    • Tre su tre. Spero non diventi contagioso..
      Ho caricato personalmente il cartone delle birre nella macchina, nel tragitto le ho cullate come per consolarle poverine. E’ che i superalcolici vanno per la maggiore, anche se io rimango un fedele birromane.

      4 giugno 2012 alle 14:27

      • Sinceramente il superalcolico lo capisco se limitato ad un momento di relax. Sai sorseggiare un nocino congelato la notte di san lorenzo davanti casa, a chiaccherare con la famiglia è una gran cosa. O bere del rum per chiudere una serata in amicizia pure mi sta bene. Del vino rosso per una cena di rinforzo è ottimo. Per tutto il resto, birra.

        4 giugno 2012 alle 14:58

        • Per “superalcolico da Duna” intendo coca-rum o vodka-lemon, robe per me imbevibili. Il nocino freddo serale o un grappino nelle serate d’inverno fanno parte dei riti di socialità tra amici, per tutto il resto vino rosso fermo e birra. Adesso che viene caldo la birra è un mai più senza.

          4 giugno 2012 alle 15:04

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