"…è un modo di vivere." HCB

Expectations

Discorsi su un’Audi truccata lanciata verso il centro, una notte nata per caso da una telefonata veloce di E. e mi trovo su un marciapiede schiacciato da una boccia di granito, rotolata chissà come fin davanti al Duomo. Ascolto tanto, è da altrettanto che non ci vedevamo e una spalla la offro volentieri, un po’ per amicizia, un po’ per un sano senso di pace nel lasciarsi portare alla deriva dalle situazioni. Così mi ritrovo a baciare la Pesca che “anche tu qui?!” e un po’ di chiacchiere al tavolo a fianco, nel ventre calmo di una Modena che ogni tanto ha un sussulto, come se si dovesse svegliare da un momento all’altro da un sogno.
In testa Expectations, nelle braccia la stanchezza di un giorno a spennellare e a schiacciare un unico bottone e nelle gambe le gare di corsa con un bimbo di cinque anni. Negli occhi poco, giusto la consapevolezza di quanto siano precarie certe serate, come la memoria di un cameriere che sa poco l’italiano e improvvisa.

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9 Risposte

  1. consapevolezza di quanto sia precaria la vita non solo certe serate

    6 giugno 2012 alle 14:13

    • In certe serate di più, a prescindere dalla realtà: una cena di sushi non è proprio l’emblema del bilico esistenziale 😉

      7 giugno 2012 alle 08:57

      • dopo ti ci vuole un bilico di acqua …certe volte ci mettono delle salse pestifere che ti sconvolgono l’apparato sensoriale (secondo me lo fanno per non farti sentire il gusto fetido di pesce vecchio)

        7 giugno 2012 alle 12:13

        • In quelli che conosco io le salse ce le metti tu, se vuoi. E poi adoro il wasabi, c’è del masochismo nell’infilarsi in bocca una caccolina verde, spalmarla sul palato fino alle lacrime e sentire sparire tutto nel giro di qualche secondo. Lo preferisco al peperoncino che invece dura minuti.

          7 giugno 2012 alle 13:00

          • in effetti piace anche a me il wasabi..ma non vado matto per il sushi..forse perchè in giro per il mondo ho mangiato qualsiasi cosa ma mi sono convinto che meglio che in Italia non si mangia da nessuna parte .
            Se vai a Bari puoi vedere come si mangia il sushi lì da centinaia di anni.
            Direttamente dal cesto del pescatore

            7 giugno 2012 alle 13:07

  2. e forse perché precarie belle…

    6 giugno 2012 alle 15:55

    • Certe cose, certi momenti, sono belli proprio perchè si è consapevoli della loro finitezza.

      7 giugno 2012 alle 08:58

  3. Rocco R.

    Scusa la poca profondità … ma mi sono sconnesso appena ho letto Audi truccata. M’è venuta in mente Na carrellata di opere che nemmeno fast n furius!

    6 giugno 2012 alle 16:17

    • E. ha sempre avuto il piede pesante tranne quella sera, aveva in testa l’amore, era come anestetizzato 😉

      7 giugno 2012 alle 08:59

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