"…è un modo di vivere." HCB

My rugged shoes

Le notti delle città si fanno calde tutto in un colpo, si suda tanto e si beve altrettanto mentre si aspetta che qualcosa succeda. Quasi sempre c’è un palco, ci si va apposta o ci si capita per caso e ogni volta è da brividi, come quella sera nella solita Bologna che ci ha accolto scusandosi dei disagi “causa disinnesco bomba” e mi preoccupavo visto che andavamo a sentire i Bud Spencer Blues EXPLOSION. Ma per fortuna non era riferito a loro, anche se piazza Verdi era veramente satura di una Duesenberg e qualche Gibson, una batteria blu trasparente, assoli che erano delle urla di qualche animale molto incazzato e sudore sgocciolante dal mento di ciascuno. E poi ieri sera, con l’amaro in bocca per i troppi caffè o chissà cos’altro, a portarmi a spasso per una Modena ancora vuota e rivedo facce conosciute su altri palchi, inizio fiacco, speràm, e invece mi capita tra le mani il libretto giusto e il mio posto è ai Giardini Ducali che guarda caso ci sono proprio loro e ci dan giù di brutto che non capisco come faccia una ragazza così giovane ad avere tutta quella rabbia in corpo e a sorridere e scherzare tra una canzone e l’altra, la faccia del chitarrista impassibile mentre dalle dita passa tutta la velocità che ha in corpo, povera Telecaster. Poi è tempo di un salto al Goblet e un gruppo triste in Pomposa di cui non voglio nemmeno sapere il nome, e poi Maurizio Solieri che è un veterano e non stupisce che stupisca con i suoi pezzi strumentali e fa strano non vedere il Blasco di fianco alla chitarra, un palco monco, un palco orfano e anche se non sono un fan sfegatato mi spiace che forse non farà più un concerto. Vorrei dormire lì sull’erba, sudato e cotto, che c’è più fresco, ma c’è gente molesta che non si rende conto dell’età che passa e fa caso alla mia faccia, capisce che stasera ho unghie e denti. Ritorno con uno strano senso di mancanza, gli occhi in fessura (forse in verticale) per il sudore che è acqua di mare, Modena ormai dorme, per strada qualcuno, la Palazza è vuota e mi rimane solo il letto, anche se non ne ho voglia.
Il periodo di sagra mi scazza di brutto. Non c’è un perchè, è così da sempre. Pazienza, vorrà dire che metterò un pochino di zucchero in più nel mojito.

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4 Risposte

  1. Rocco R.

    Queste nottate musicali sono puro godimento. Devo cercarne qualcuna a portata chilometrica. Peccato le sagre spadroneggino.

    22 giugno 2012 alle 13:04

    • Al mio paesello siamo sotto sagra, occhio a quel che dici!
      L’altra sera c’era il festival della musica, un sacco di brutta musica a dire la verità ma c’erano anche dei gruppi veramente validi. Se no vai col lissio, avrei voglia di una serata trash a sfilare con le tardone. Quando il trash va troppo oltre va provato 😀

      23 giugno 2012 alle 11:26

      • Sono d’accordo. Quando “scendi in basso” non puoi che farti un sacco di risate, e non di superiorità o fesserie simili.

        23 giugno 2012 alle 11:45

  2. Vai con lo zucchero che te ‘mbriachi prima 🙂

    26 giugno 2012 alle 08:02

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