"…è un modo di vivere." HCB

La Filosofia di un mazzo di rose gialle e altre chiacchiere

Fabio Volo non mi è mica piaciuto. Sarà che ho letto solo un suo libro in una fase della mia vita in cui ci calzava proprio bene, sarà che non è più capitato, sarà che sono arrivato a metà ed ero molto scettico sulla sua presenza al Festival della Filosofia. Poi ho scoperto che domani sera ci saranno i Soliti Idioti e tutto torna.
Quando gli hanno chiesto cosa ne pensa della società moderna ha preso tempo, l’ho capito bene quel silenzio, bastava guardare la piazza: per Baumann c’era meno della metà delle persone, credo che questo la dica lunga su cosa attiri le masse. Su cosa la società vuole: qualche considerazione che non riempiva un palco, sarebbe andata bene per apparecchiare un qualche tavolo di bar in cui pochi amici si scambiano commenti sulla propria vita. In quel contesto sarebbe stata una bella serata.
“Perchè sei qui?” “Perchè mi hanno invitato e mi è sembrato educato rispondere di sì”. Applausi.
E’ che tornavo da una serata strana, di quelle che iniziano dopo pranzo a sedere sui ciottoli di Piazza Grande, tante chiacchiere e racconti sull’India della Giuly, qualche viaggio dal pakistano di via S.Eufemia, persone che incontri sempre e anche lì le ritrovi con un senso di festa rinnovato e una passeggiata fino in stazione ad accompagnare la Lau che stasera lavora. E sulla strada c’è un mazzo di rose gialle nel pattume, lo tiriamo su e le regaliamo alle persone tristi che incontriamo e diventiamo rossi a turno, che regalare fiori agli sconosciuti è una cosa che non si fa tanto spesso. Poi una sosta al Novi Park a cenare con delle patatine comprate al Sidis e racconti di Hannover e monachesimo vissuto di là dalla ferrovia, la mostra di Edward Weston alla Fondazione Fotografia che non ci è piaciuta nonostante il sangioveseachilometrizero e la possibilità di attribuire nuovi significati alle cose, un giro in Pomposa e la ricerca della macchina più difficoltosa del solito mentre andavo a sentire cosa aveva da dirmi il buon Fabio. E’ stato tutto un crescere, una di quei concerti di musica classica a teatro che iniziano piano e si trasformano in una specie di trionfo, così ho camminato a grandi passi verso il centro solo per scoprire che in realtà il gran finale era riservato a un flauto traverso. Bah… Fabio Fabio, la prossima volta non essere educato, che l’educazione non fa audience.

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4 Risposte

  1. Don(n)a

    Fabio Volo non mi piace, nonostante sia un mio concittadino. Fabio Volo è un filosofo da baci perugina, che è poi quello che la gente vuole no?
    Ricordo che al concerto di Ligabue non mi stupii molto, sulle note di Buonanotte all’Italia(hai presente il video con le immagini che avevan dato anche alla trasmissione di Fazio?), quando le ovazioni arrivavano per gli attori o per gli sportivi, mentre i premi Nobel, i politici( quelli veri) o chi la Libertà l’ha protetta a costo della sua vita(tipo i partigiani) non se li è filati nessuno.

    (ho il cervello semi spento stamane…scusa se non si capisce un tubo nel commento!)

    15 settembre 2012 alle 10:34

    • Esatto, è proprio un filosofo da baci perugina! 😀
      Secondo me è quello che ci meritiamo, i programmi tv ci tirano scemi, alla radio ci sono solo canzoni d’amore, la cultura la fanno a suon di gossip. Tutto ciò che ha un po’ di spessore costa fatica ma è molto meglio che sentire delle ovvietà rassicuranti.
      Non ti preoccupare per il tuo cervello, stamattina gira un po’ la testa anche a me.. 😉

      15 settembre 2012 alle 11:21

  2. Secondo me così come c’è la moda di Fabio Volo, c’è pure la moda di dargli contro. Ti dirò, a me non dispiace. Ho letto qualche suo libro, l’ho trovato carino, nulla di più, ma comunque piacevole. Non per forza di cose ci deve essere profondità nelle cose che si leggono, per lo meno non sempre. A volte c’è bisogno anche di leggerezza. E i libri di Fabio Volo li trovo ottimi da leggere in spiaggia, e lo dico senza nessuna offesa. Poi, come presentatore mi sta pure molto simpatico e lo trovo bravo. Lo preferisco come presentatore che non come scrittore.
    Detto questo, invitarlo a un festival di filosofia…beh, direi anche no! 😀

    PS: Bella questa cosa di regalare fiori agli sconosciuti 🙂

    15 settembre 2012 alle 11:30

    • Sono d’accordo quando dici che c’è bisogno di leggerezza, anzi, sono il primo a preferire letture di evasione però ci sono anche degli autori che sanno essere essenziali e profondissimi allo stesso tempo, tipo Erri de Luca.
      Volo lo metto sullo stesso scaffale della saga di Twilight e di Moccia, non ho niente contro di loro anche perchè nessuno mi obbliga a comprare i loro libri, ma il Festival della Filosofia non è il posto per loro 😉
      Regalare rose è stata una scoperta, stiamo pensando di comprare dei mazzi di margherite e rifarlo. Vedere la faccia delle persone che diventa felice in due secondi è una cosa bellissima, una signora ci ha baciati e ci ha detto che le ridiamo la fiducia nei giovani! 😀

      15 settembre 2012 alle 11:44

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