"…è un modo di vivere." HCB

A Bologna succedono solo cose belle.

E così è finita anche l’avventura del Cersaie e dei miei giorni bolognesi, ospite in un monolocale. La partenza è stata buffa, come i vecchi coloni che partivano con melanzane e pancetta che a me sono serviti per cucinare la cena alle mie coinquiline. Patate bollite, vino di Saumur, primo giorno di università. Questo per dire che alzavo di molto l’età media. Poi sveglia alle 8 per prendere l’autobus, un carrello della spesa pieno di riviste sulle piastrelle da consegnare (chissà cosa si può scrivere sulle piastrelle, dev’essere un ottimo esercizio di fantasia) e una bottiglia d’acqua che finiva entro sera, amici tanto incravattati quanto imbarazzati nel vedermi lì fischiettante a fare un lavoro poco qualificato che però mi è piaciuto molto: nessuno mi corre dietro, non ho preoccupazioni, le hostess sono sempre bellissime, gentili e sorridenti e non ho pensieri di nessun tipo. Anzi, mi pulisce la testa dai pensieri, e arrivo a sera con quella fame buona che si ha solo dopo il lavoro manuale. Il kebabbaro del “Punjab” ha vinto a mani basse 🙂
Poi è ufficiale, Bologna mi porta bene e nonostante fossi in vacanza da internet il telefono è squillato il numero giusto di volte, tutte cose positive: lavori, persone interessanti appena conosciute e persone che finalmente si fanno sentire. Il tutto condito da posti nuovi scoperti dietro l’angolo, documentari su Woody Allen e ravioli di zucca mangiati da solo senza sentirmi solo, il cinema Lumière e la Cineteca a sfogliare backstage di Bartolucci con guanti bianchi, riso patty mangiato da in piedi, t-shirt anche di sera dopo mezzanotte, tetti condominiali all’alba schiacciati dalle nuvole e chiavi duplicate che non si sa mai.
Di tornare proprio non ne avevo voglia, e stasera in Palazza e poi al calcetto delle ragazze ero un po’ giù per tutte le cose belle che qui non ci sono e mi mancano. Anche solo uscire di casa e avere una città che accoglie. Qui solo campi, e grilli sulla ciclabile. Ci si sente un po’ soli quando si torna, mi capita ogni volta.
i tetti di Bologna

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6 Risposte

  1. L’impatto nel passaggio tra città e paese è sempre drammatico, in entrambi i sensi. A volte si rimpiange la pienezza di una poi la tranquillità dell’altro. Non ho ancora decretato la vittoria, troppi pro e contro da ambo i lati.

    28 settembre 2012 alle 09:16

    • Hai ragionissimo. E’ che a me Bologna porta bene, e poi sento il bisogno degli stimoli che offre, anche solo il pensiero di poter andare ovunque io voglia con le mie gambe mi fa star bene.

      28 settembre 2012 alle 13:13

  2. sfrappa

    Mi porti con te la prossima volta?

    29 settembre 2012 alle 13:18

    • Questa settimana dovrei essere un po’ più libero e poi devo tornare a Castelfranco a consegnare un lavoro, fin che sono di strada ti rusco su e facciamo serata là. Te gusta? 🙂

      30 settembre 2012 alle 11:34

      • sfrappa

        solo se mi assicuri che vedremo il mare!

        2 ottobre 2012 alle 16:17

        • Mmm… Hai mai dormito nel baule della macchina? La risposta è la stessa alla tua domanda 🙂

          2 ottobre 2012 alle 16:26

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