"…è un modo di vivere." HCB

Ground zero

Credevo che la parola magica di questi giorni fosse costruire. Ha girato un po’ da qualche parte qui dentro, poi l’ho tenuta tra le labbra, poi tra le mani, l’ho guardata a lungo e mi sono accorto che ci somiglia, ma in realtà è sua sorella. E’ custodire. Perchè è qualcosa che cresce, ma non per quello che faccio o non faccio. E’ un seme e non ha bisogno delle mie mani o delle mie parole, ha bisogno di un posto caldo e sicuro dove mettere le radici. Deve stare sotto terra, in un posto difficile da controllare e questo mi spaventa. Potrebbe morire e non lo saprei. Quel buio è fatto di distanza e faccio fatica, molta fatica ad accettarlo. Sarei molto più tranquillo se potessi tenere tutto vicino a me ma non è così che funziona. E’ un seme e ha la sua stagione, certe cose non si comandano, bisogna fidarsi e basta, fare il meno possibile e lasciare che il tempo faccia il suo, cosa a cui non sono abituato. Poi vedremo come andrà.
Ma serve anche a me questa attesa. Sono terra per radici, di nuovo.

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4 Risposte

  1. Criptico questo post, ma mi piace 🙂

    4 novembre 2012 alle 17:04

  2. mbj

    Custodire è un po’ costruire 😉

    5 novembre 2012 alle 10:35

    • Sì, sono due azioni molto simile e molto diverse: costruire è legato a qualcosa che ancora non c’è mentre si custodisce qualcosa che già è, ma non lo è ancora del tutto.

      5 novembre 2012 alle 18:30

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