"…è un modo di vivere." HCB

Dica trentatrè.

La FFeshta ci ha colti impreparati, avanzavano a piedi nella nebbia, li ho visti dalla finestra. A piedi per poter bere. Ho alzato gli occhi per un “Checco!!!” urlato da qualcuno appena giunti a portata di voce. Erano anni che non organizzavo un pranzo di compleanno, non mi piace stare al centro dell’attenzione ma quest’anno ha vinto la voglia di rivedere tutti dopo un mese di assenza, che è vero che c’è il bar ma è raro che ci siamo tutti. Anche stavolta comunque mancava qualcuno all’appello, qualcuno che tra morosa e casa nuova e giri vari che a noi rimangono ignoti ha pensato bene di non presentarsi nemmeno per l’amaro, ma verrà punito in un modo che non voglio nemmeno immaginare in questa domenica sera placida di fine dicembre. Siamo usciti in una luce strana, subito ho pensato di avere del nocino anche sugli occhi ma il cielo era proprio d’ambra.
Una sosta a casa ad appoggiare il cilindro, poi la Palazza, poi a casa a lavorare un altro po’.
Ho trentatrè anni, è la fine del mondo e io sto bene.

E adesso in oratorio a preparare punch al mandarino e a scansare le molestie di chi aveva una bottiglia di nocino nella borsa e ne ha condiviso un po’.
“Carlina, te l’ho detto, s’era ubria’i…” – Pieraccioni, il Ciclone

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Una Risposta

  1. 🙂

    24 dicembre 2012 alle 19:28

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