"…è un modo di vivere." HCB

i Bi-Sogni della vigilia

Queste feste mettono a nudo i bisogni più nascosti. La parola “bisogno” è appunto un un “bi-sogno”, una specie di doppio sogno. Mi piace giocare con le parole anche se la penna non è il mio strumento.. comunque ieri ho sentito A., era un po’ giù e l’ho invitato in oratorio dove facciamo volontariato la domenica sera (NB non sono uno da oratorio eh, che non mi si mischi con quelle persone! :D). A. è un attore che ci sta provando ma è un impiegato statale che ha già passato i quaranta ed è già entrato nell’età del calcolo, come la chiamo io, cioè in quella fase della vita in cui si pondera tutto e risulta difficile buttarsi se non si ha la certezza assoluta di cadere in piedi. E’ una paura che novantanove volte su cento salva la vita, ma c’è sempre quell’un percento di possibilità che fa dire “ma.. e se..”. Insomma, un casino. A. aveva voglia di fare due chiacchiere e mi faceva venire in mente una canzone della Consoli mentre contemporaneamente guardavo il Signore degli Anelli per tv e rimanevo all’erta nel caso ci fosse bisogno di me dietro al bancone. Ha preso un pacchetto di patatine di Dragonball e una Coca, sfogliato la Gazzetta e si è ributtato nei suoi sogni. Voleva condividerli, che prendessero forma almeno sulla sua lingua, poi chissà.
A pranzo, lo stesso: ero di fianco a D. che fa il restauratore e mi chiedeva dell’India, delle foto che faccio. Lui vorrebbe fare il pittore ed è davvero bravissimo, mi ha fatto vedere quello che fa e sono rimasto a bocca aperta, ma come pittore c’è poco futuro visto che nessuno investe sull’arte a meno che non sia vecchia e stravecchia e che tu sia già morto. Io ho fortuna perchè bene o male con le foto mi riesco a vendere, e non è che faccia l’artista ma almeno mi piace quello che faccio e la mattina mi alzo volentieri. Mi considero più un artigiano come lo è un idraulico o un elettricista, non certo un artista. Ma mi brucia per D. perchè è un peccato vedere tanto talento lasciato senza la disciplina che richiede un committente. Che spreco avere ventiquattro anni, un dono e lasciare che cresca selvatico. Come la F., che sta cercando di aprire un atelier tra Milano, la Liguria e l’Emilia e forse riusciamo a fare sta cazzo di associazione culturale sperando che i tempi comunali siano più lunghi delle nostre carriere ma più corti delle nostre vite.

Stamattina mi sono svegliato prestissimo, c’era ancora buio e sotto al piumone mi pensavo in veste di bizzarro Babbo Natale che raccoglie le letterine segrete dei grandi.
Nella mia letterina invece ho scritto che sto bene così, questa settimana incontrerò altri bi-sognatori tra discoteche, musica live, tavolini da aperitivo e accenti british e yankee.
La mia letterina somiglia sempre più alla scaletta di un concerto.

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