"…è un modo di vivere." HCB

The colour and the shape

Mi sembra di avere un sacco di roba da fare e invece non ho niente da fare, per prima cosa accendo il pc, scrivo tutto il giorno, butto giù tutto quello che so e poi arrivo a sera con la sensazione di non aver combinato nulla. Arrivo a sera con un sonno bestiale ed è uno spreco riempire la bocca solo di falafel, che sono momenti che non capitano spesso e ci sto proprio bene anche se non so dirlo.
L’unico che forse se n’è accorto è stato Barra che quando mi ha riconosciuto ha fatto la malora, non ho mai visto un cane in quello stato e pensavo che il terremoto ha lasciato un sacco di segni invisibili alcuni anche buoni, e magari non così “fisici” ma qualche volta sarebbe bene che accadessero più spesso. Anche senza bisogno di un motivo o una scusa.
Torno a casa a piedi, in testa i Foo Fighters e le cose da fare, le facce da incontrare. C’è un cielo davvero nero e nessuno per strada, penso ai partigiani dei libri che sto leggendo e alle città invisibili, alla coincidenza di aver preso due libri a caso ma così connessi tra loro, penso che domani e venerdì ho un sacco di altro niente da fare e un salto ad Alba ci starebbe bene. Che ieri sera è tornata anche a me la voglia di scrivere e di muovermi.
Ma mettono neve, e mi brucerebbe essere altrove quando succederà.
Non se: quando.

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3 Risposte

  1. sfrappa

    ci sono delle volte in cui sei lì, fisicamente presente in quella stanza, ma con la testa che viaggia, e vorrebbe viaggiare dentro agli occhi e alle bocche di chi li sta aprendo dallo stupore. che le voci sono un ronzio di sottofondo e le parole indistinte.
    a volte secondo me la testa mi viaggia per i fatti suoi perchè ha paura di essere indelicata nel fissare così intensamente immagini e racconti che possono arrivare a scavare dentro.
    …non lo so in realtà cosa sto scrivendo, ma mi veniva! 🙂

    22 febbraio 2013 alle 10:53

    • Ah! Quindi è solo un modo carino per dirmi che non hai ascoltato un cazzo di quello che raccontavo! 😀
      Quando guardo certe foto, soprattutto di viaggio, mi verrebbe voglia di chiedere a cosa stava pensando in quel momento la persona che ha scattato la foto, solo che poi mi sembra una domanda troppo intima da fare in pubblico e sembrerebbe stupida. Però è importante, invece me ne sto zitto e mi tengo la curiosità.

      22 febbraio 2013 alle 21:16

      • sfrappa

        Infatti, io faccio uguale… Rischi di andare a toccare zone di ricordi troppo intimi, quindi mi faccio bastare lo scatto e il racconto che viene fuori senza domande 🙂

        25 febbraio 2013 alle 09:49

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