"…è un modo di vivere." HCB

I giorni no che metto in conto

L’unica cosa positiva di oggi è stato l’incontro con un ragazzo che ha trovato un obbiettivo in soffitta e mi ha chiesto di provarlo perchè vuole venderlo, un Carl Zeiss Jena Pancolar MC 80 f1.8, merce rara, un bel gioco a cui rischio di affezionarmi troppo. Mi ha offerto un biff, che è il modo autoctono di chiamare i ghiaccioli: l’ho scelto al limone, lui rifornisce i negozi e mi ha detto che i ghiaccioli bianchi e quelli verdi vanno meno, di solito sono i rosa e gli arancioni ad andare per la maggiore.
Sono tornato verso casa tenendo la bici con una mano, la bocca fredda che sapeva di limone e lo stecco appiccicoso tra le dita, a cui ogni tanto davo un taccotto (morso). Non mi concedo troppi piaceri e quel biff è stato provvidenziale, o l’abbinamento col sole in faccia e quel minimo di abbrivio che mi faceva mettere i metri d’asfalto dietro la ruota posteriore.
Poi il biff è finito e sono tornato alla mia giornata no.

“La matematica è come lo scorrere dell’acqua. Naturalmente le teorie sono numerose e abbastanza complicate, ma la logica fondamentalmente è molto semplice. Come l’acqua che scorre dall’alto verso il basso seguendo il percorso più breve, anche la matematica non ha che un unico flusso. Se lo si osserva a lungo, con attenzione, quel percorso emerge da solo. Basta che ti limiti a guardarlo, senza fare nulla. Se ti concentri e guardi con attenzione tutto si chiarisce da sè. In questo grande mondo non c’è nessuno che mi tratti con tanta gentilezza, a parte la matematica.

La vita vera è diversa dalla matematica. Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso più breve. La matematica è per me, come dire, troppo naturale. Assomiglia a un bellissimo paesaggio. Qualcosa che semplicemente sta lì. Non c’è bisogno di sostituire nulla. Nel mondo della matematica, ogni tanto ho la sensazione di stare a poco a poco diventando trasparente. E a volte mi fa paura.

Quando scrivo, usando le parole sostituisco il paesaggio che mi circonda con qualcosa che per me è molto più naturale. Cioè lo ricompongo. Solo così riesco ad accertare che questa persona chiamata ‘io’ esiste davvero nel mondo. E’ un lavoro molto diverso da quello che faccio quando sono nel mondo della matematica.
-Verifica che esiste, – disse Fukaeri” – Haruki Murakami 1Q84

Per questo nelle giornate no evito di parlare.
Voglio solo chiuderla così come l’ho iniziata, e l’ho iniziata che meglio non si poteva.

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5 Risposte

  1. Lo sto leggendo anche io. Bellissimo.

    4 giugno 2013 alle 23:44

  2. La matematica è un modello, spiega la realtà, cerca di raccontarla e di descriverne i tratti. É quindi una sua semplificazione.

    5 giugno 2013 alle 12:15

    • Esatto. Però dà una specie di struttura nella quale avere dei punti di riferimento, poi si è liberi di arredare i suoi spazi come meglio si crede. Mi piace molto l’idea di un palcoscenico “che semplicemente sta lì”, e ciascuno è in grado di riscrivere qualsiasi storia che si svolge su di esso. Sono due cose complementari, il palcoscenico e la storia, entrambe importanti, e nei miei giorni no non sono in grado di riscriverle quindi aspetto il giorno dopo 🙂

      5 giugno 2013 alle 13:23

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