"…è un modo di vivere." HCB

Sul lavorare da casa

Questo sabato ho partecipato in qualità di fotografo (volontario) al ritrovo delle Girl Geek Dinner, un ritrovo di lavoratrici che hanno scelto di lavorare da casa per poter gestire meglio la famiglia e/o per avere orari più flessibili. Si sono ritrovate per parlare delle difficoltà, perchè agli occhi dei più lavorare da casa è sinonimo di cazzeggiare. “Visto che sei a casa, potresti…?” frase che sento un numero infinito di volte, tanto che ho spesso pensato di prendere in affitto una scrivania in un ufficio in co-working, sono stato frenato dai motivi familiari che sono poi gli stessi che mi tengono legato qui anzichè cercare di far fortuna altrove. Ma va beh, ognuno fa le sue scelte in base alle proprie priorità, e se sono abbastanza seccato di vivere in Italia tra il governo e la burocrazia e le tasse, sono anche molto felice di vivere a Modena perchè c’è un tessuto sociale fantastico ed è davvero facile crescere e conoscere posti e persone.
Dicevamo: lavorare da casa = cazzeggiare, e devo ammettere che la tentazione è sempre molto forte, così come il pericolo di restare a letto quando suona la sveglia, passare la mattinata facendo colazione, il pomeriggio a girare in bici e la sera nel pub che tanto domani posso stare a letto. Ecco, in questo modo ci si perde. Bisogna disciplinarsi molto. Non ci sono weekend nè festività, nè orari, nè momenti in cui si stacca con la testa. Tutto questo non lo si condivide con nessuno perchè non ci sono colleghi con cui andare a far pausa, o organizzare cene e rimpatriate. A volte questo è anche un pregio, ma non sempre.
Sono ancora nella “fase wow” in cui lavoro per me e non sento il bisogno di staccare, con orari che se lavorassi “sotto padrone” andrei diretto dai sindacati. E’ tutto bello e tutto nuovo e tutto è una possibilità e se mi fanno i complimenti non è per qualche software che non renderà felice nessuno.
Non ho scelto un mestiere con cui si fanno i soldi, per quello dovevo continuare a fare il programmatore plc trasfertista. Credo che il poter gestire il proprio tempo sia una delle più grosse ricchezze, anche in previsione di mettere su famiglia: un’auto in meno, niente asilo (forse) per i figli, un termocamino anzichè il riscaldamento a gas o a pellet… soprattutto è una ricchezza la mentalità che si acquisisce, quella di doversi sempre reinventare qualcosa di nuovo, di avere il cambiamento nella propria quotidianità, cosa che da impiegato a tempo indeterminato non avevo. Va anche in base al carattere, l’unica cosa che un po’ mi manca è lo stipendio fisso mensile, ma di sti tempi non è garantito nemmeno quello.

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2 Risposte

  1. Soprattutto ci vuole il carattere giusto.
    Io starei a casa se potessi permettere di non lavorare!
    Non renderei lavorando circondata dalle mie cose…sono indisciplinata!

    27 novembre 2013 alle 09:43

    • Tendo a cazzeggiare molto di mattina, infatti di solito sbrigo tutte le faccende & giri vari nelle prime ore del giorno. Invece rendo tantissimo nel tardo pomeriggio/sera/notte, il buio mi concilia molto e posso staccare telefono e social network e attaccare la musica giusta 🙂

      28 novembre 2013 alle 19:17

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