"…è un modo di vivere." HCB

Levizzano blues

Pioveva, erano quasi le due del mattino e stavo scollinando per tornare a casa. Stavo guidando la macchina nuova, una fiammante Dacia Logan MCV molto più confortevole della vecchia Focus, e un po’ per colpa sue a un po’ per l’atmosfera liquida sembrava di galleggiare nella notte insieme alle luci dei paesi vicini a cui non so dare un nome. Pensavo alle tante cose di cui avrei voluto scrivere: Milano, Londra subito dopo e R. che parla con me e chissà i suoi occhi cosa vedono, cos’hanno visto, lui che è lì da tre anni e mi invita, dice che lì spaccherei il culo, altro che Italia. Pensavo all’associazione che ho appena fondato e i vecchi che fanno i loro tragattini e hanno rotto il cazzo, che mi dicono che mi sono mosso bene ma sono loro che han fatto le cose alla cazzo, bisogna che le cose cambino. Pensavo alla politica ma a quella piccola, di paese, e alle decisioni che devo prendere, sbattermi sperando che le cose cambino. Pensavo ai luoghi che a forza di frequentarli alla fine sono loro che frequentano me, e lavorarci significa ritrovarsi con nuovi amici che mi chiamano al Risiko o al weekend al mare, che chiedono come sto e perchè sabato scorso non c’ero. Pensavo a tutta la musica che assorbo, sia cover che homemade, ed è un piacere immenso venire ricordato più per le mie foto che per la mia faccia barbuta. Pensavo alla varietà di stanze più o meno private in cui entro. Il piacere di entrare nelle fabbriche con una reflex anzichè con un portatile e un cavetto, in officine in cui devo girare dei video anzichè far funzionare una macchina e “chissà quante realtà avrai visto per fare video così belli”, poi gli occhi sgranati quando dico che è la prima volta che lo faccio.
Pensavo che è tutto così veloce che è difficile fermarsi e scriverci su, che è inutile cercare di trattenere il passato perchè c’è già qualcos’altro a cui pensare. Pensavo alle ex che ogni tanto inveiscono e magari farebbero bene a pensare alla loro coscienza, che ad incazzarsi si fa doppia fatica: a prendersela e a farsela passare. Che c’è sempre un perchè, che ciascuno ha le proprie battaglie da affrontare anche se sembra che sia tutto ok e che a lasciarsi si è sempre in due.
Pensavo a N. che porta pazienza e mi dice grazie perchè porto pazienza, mi ha lasciato le chiavi e a volte forse pensa che me ne sia dimenticato ma sa anche che non mi bastano le 24 ore di un giorno, per questo ne vorrei solo 12, almeno andrei a letto prima la sera.

Soundtrack: Manuel Agnelli, Ci sono molti modi (piano version)

Intanto Michele Luppi ha regalato emozioni ieri sera e gli ho pure comprato un cd anche se non è proprio il mio genere, ma nemmeno la sigla di Hello Kitty è il suo genere e quindi ci piace così 🙂
Per me rimane il cantante tecnicamente più dotato d’Italia.

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