"…è un modo di vivere." HCB

Come cavalli oltre le colline

A conclusione della seconda giornata NO di questo 2016 ho fatto una cena con i controcazzi: zuppone di legumi (mio piatto preferito) e boccia di ciliegiolo toscano. E col bicchiere nuovo ho brindato.
Ho brindato alle giornate no che mi fanno sentire vivo.
Ho brindato alle scelte mai facili, dove ogni conquista ha un prezzo salato.
Ho brindato alla supponenza, che è uno dei difetti più divertenti da osservare.
Ho brindato alle ex che non mancano di ricordarmi che feci la scelta giusta.
Ho brindato al cellulare che può essere spento.
Ho brindato agli amici che invece mi vorrebbero ad Anversa, ai lavori-vacanza ben pagati che a sto giro non farò, alla mia dieta semi-vegetariana e alle bistecche di cavallo, ai “sì” che corrispondono ad altri “no”, al Primavera Sound e alla speranza di avere l’accredito, a questa vita da fotografo che comincia a starmi stretta, alle coincidenze, alle mansarde di modena e alle persone che avevo perso e che trovo incinte, ai musicisti e agli amici generosi, al karma, alle chiacchiere sotto casa tua che se non fossi single non farei, a mia mamma che pensa che single sia sinonimo di solo, a questa casa che cambia con un paio di tappeti e un profumo nuovo, alle difficoltà che temprano le mie scelte, alle stronze, ai miei innamoramenti istantanei che conosco e che so gestire, ai baci che darei, al modo in cui mi guardi, alle fototessera con i capelli alla cazzo, a Giuliano che aspetta a chiudere per me, a Davide che mi porta sempre in bei posti, all’Africa che senza di lui non vedrei, alle persone che sono la mia fortuna, all’ansia, al vino bevuto in bicchieri strani, all’amore e a questo San Valentino che per me sarà solo il 14 febbraio ma per Elisa fissata con i cuori non so. E non mi interessa.
Ho brindato al fallimento con cui bisogna fare i conti e che sembra sempre una roba negativa, ma ci ho fatto il callo e so che prima di seminare bisogna arare.
Brindo a te, Alle, che non hai mai capito e che dai al tuo dolore la mia paternità.
Brindo a Django Reinhardt e Billie Holiday che mi accompagnano mentre cucino.
Brindo ai viaggi che prendono strane, impensabili forme.
Brindo alla mia solitudine, che mi rende più ardito, più simile a come vorrei essere.
Brindo ai rimpianti, che se dovesse finire tutto adesso mi dispiacerebbe solo per i libri che non ho ancora letto.

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