"…è un modo di vivere." HCB

Affogando in punta di piedi

Per mio padre i mesi peggiori sono novembre e dicembre, dice che le giornate sono corte e il tempo è brutto.
Per me i mesi peggiori sono febbraio e marzo. Perchè lavoro meno, passo troppo tempo davanti al computer e sono terribilmente sedentario. Vado in crisi, penso troppo alla mia vita all’universo e a tutto il resto, penso al mio lavoro, al poco tempo che mi lascia, ridefinisco i miei desideri perché nel tempo cambiano e cambio anch’io.
Passo dei momenti di vero sconforto in cui vorrei mollare tutto e trovare un lavoro stabile, con uno stipendio fisso e soprattutto le otto-dieci ore di lavoro e il resto del tempo vaffanculo. Il resto del tempo è per me, altro che prillare e brigare in orari in cui le altre persone vanno a cena fuori o al cinema o a bere qualcosa.
Ma sono momenti in cui mi sento molto vivo, come uno che non sa nuotare e cerca di sfiorare il fondo col piede. In quei momenti mi rendo conto di quanto desideri imparare a nuotare, scegliere solo le cose che mi tengono a galla e calciare via la zavorra.
La crisi arriva e non ci si ragiona, ma ormai la conosco e mi conosco, so che bisogna solo tener duro che passa da sola, come una muta invernale quando l’istinto annuncia la primavera.
E arriva, sempre.
Si son già svegliati i rospi nel mio stagno.

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