"…è un modo di vivere." HCB

La canzone del ritorno

Ho scritto tanto la settimana scorsa, in corsivo su carta a quadretti. I quadretti mi servono per andare dritto, per avere un orizzonte da allineare ai pensieri. Mi sembra di aver vissuto vite non mie, come in un film in cui ti immedesimi ma sai che prima o poi finisce.
Sono esausto, svuotato, felice.
Sembra tutto collegato, il Malawi, la Cappadocia, come se quei quadretti sapessero già di dover accogliere pensieri, bisognava solo aver pazienza. Poi Roma mi ha fatto sentire come quei Professionisti Fighi che non fanno la vacanzina ma sono sempre in giro, sempre sul pezzo a fare e brigare.
Non mi sento più adatto per le vacanzine, voglio di più, voglio le storie.
Mi è mancata la solita puntina d’ansia che ho quando ho un appuntamento importante, paura di perdere l’aereo, paura di trovarmi in una situazione che non so gestire e quest’agitazione mi manca. Mi serviva a tenermi attivo, lo sono stato lo stesso ma è stato diverso. Come accorgersi dopo una settimana che l’erba è più alta e che in mezzo ci sono insalata e pomodori, che il divano è più comodo che mai e che mia nonna ha gli stessi baci.
E’ bello mancare e sentire la mancanza, lasciar andare, tornare e vedere le differenze.
E’ bello tornare, è bello stare.

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