"…è un modo di vivere." HCB

Il mese delle distanze

Agosto è il mese in cui tutti abbandonano la città e io rimango qui, paladino dei lavoratori, a badare che nessun Attila invada Modena. E’ il mese delle tigellate improvvisate con chi resta e delle sbronze fotoniche prima di tornare al lavoro. E’ il mese in cui non ho voglia per un cazzo di lavorare, ma devo, e l’idea di essere in vacanza con tutti gli altri mi fa passare la voglia di andare in vacanza. E’ il mese delle storie a tre che durano una sera, dei giorni che durano mesi, della settimana in clausura, delle uscite con chi è rimasto e mi pento di non essere rimasto in clausura, è il mese dell’amaca e della resistenza domestica, del nudismo casalingo e dei giri in bici da solo. E’ il mese della pianificazione, delle riunioni in terrazza prima della pioggia, delle foto che non vengono, della soggezione che non si sa da dove arriva, dei birrini.
E’ il mese delle distanze, il mese in cui mi sento davvero solo e questi morsi che arrivano da cose e persone che non immaginavo mi fanno un gran bene.

E’ il mese delle candele, dell’incenso che riempie i vuoti di casa.
Dell’amore che non ho e in cui avrei bisogno di perdermi.

O forse è di questa tensione che ho bisogno.
Di viverla senza soddisfarla mai.

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