"…è un modo di vivere." HCB

I veri amici

Non ne ho. Almeno, se intendete quelli con cui vedersi regolarmente, che sanno tutto di me o che sanno già cosa stavo per dire, allora non so nemmeno di cosa state parlando. E’ una scelta nata dall’esperienza, non mi piace puntare tutta la mia fortuna su pochi numeri. In passato lo feci e mi costò caro. Non mi ha traumatizzato, anzi, mi son messo a investire ancora di più, però lo faccio su più ruote e su più tavoli di gioco.
Non ho una vita regolare (e non mi so limitare, come direbbe il vecchio caro Vasco – il nuovo mi fa cagare), questo mi rende difficile mantenere rapporti costanti e continuativi. In compenso mi trovo a legare con persone come me, con una vita molto simile alla mia e questa incostanza diventa una costante su cui fondare un rapporto. Sono come frutti di stagione, hanno un tempismo incredibile nell’arrivare quando ne ho più bisogno, facciamo un pezzo di strada assieme e ci disperdiamo fino alla prossima occasione. Ogni volta c’è il senso della novità e della festa, il tempo è un modo per avere più cose da raccontarci, è un modo per lasciar sedimentare e quando ci si ritrova è bello vedere i cambiamenti nei pensieri e nella voce, con che pancia si racconta e con che testa si vive e viceversa. Raramente si danno dei consigli e si va da un “trombale tutte zioccan!” e “sai, approvo questo tuo periodo refrattario”. Ascolto tutti, faccio come penso meglio e poi mi aspettano al varco a sentire dei miei disastri. Un giorno scriverò il libro che da tanto mi chiedono 😀
Certe amicizie sono nati da un ritorno in macchina, da qualche foto a un concerto, da una trasferta a Milano o un giro in bici a Ferrara, da un saluto in discoteca e qualche atto di gentilezza che mi piace fare perchè mi fa star bene.
Non è mai questione di tempo, a volte basta davvero un niente per diventare importanti.
Poi c’è tutto un corollario di persone “in potenza”, ovvero persone che conosco e che non ho mai approfondito, più che altro perchè da quando sono freelance non ho quasi mai tempo, o perchè sono troppi. Spesso esco da solo per il gusto di scoprire chi incontrerò, e capita di andare a un concerto e non riuscire ad ascoltare perchè incontro troppe persone che vogliono chiacchierare. Mi tocca cercare quell’angolino sfigato vicino alla regia in cui non conosco nessuno e guardare fisso il palco.
Sono amicizie pulite, gratuite, che durano giusto per qualche messaggino di “come stai? ero qui a casa e ti pensavo”, con il bacio e il cuore, o un’intera giornata tra spesa, cucina, film sul divano e aperitivo a Bologna, o una sera con sette Peroni gelate da 66 a stomaco vuoto, o a metà strada a raccontarci le varie sfighe e riderci su fino a piangere, che tanto avrei pianto lo stesso ma se in mezzo ci rido è meglio.
Sono persone grandi, inconsapevoli di quel che valgono e troppo umili per dare un peso a ciò che danno. Lo fanno e basta, e mi trovo sempre in difficoltà a contribuire con qualche storia e pensiero e qualche piantina di timo, o quel vino toscano che imbottiglio e lascio in giro, e che loro “si inculano volentieri”.
Sono persone che mi vedono e sappiamo che l’unico modo di viverci è lasciarci liberi di andare, che tanto torniamo sempre. E’ il nostro modo. E nei periodi di rota sono quel calcio in culo che mi fa tener dritta la schiena.

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