"…è un modo di vivere." HCB

Il ritorno

Prima o poi bisogna fare i conti con il ritorno, anche se sei in una camera d’albergo di Dubai e lo vorresti un sacco, il ritorno, e invece vieni svegliato nel cuore della notte con il senso del tempo mescolato (non shakerato) dal jetlag e c’è chi va e c’è chi torna e ci si interseca per un’oretta, ci si racconta, come va, com’è.
Il tempo non è più materia, almeno per quel momento lì.
Il ritorno è fatto soprattutto di persone, il bagno di folla pallida dell’Off e io un po’ più colorato ma non solo nella pelle, c’è chi mi vede diverso e forse stasera vedrò la luna oltre il dito. Persone in casa mia davanti a una boccia da due litri di birra slovena e un mese fa mi sembra un’eternità, tra discorsi di lavoro e di ex e di donne con cui siamo usciti e di altri casini. Persone al Fusorari che hanno la genialata di chiedermi una chiacchierata davanti a una birra e sono la scusa per una passeggiata sotto la pioggia, e un aperitivo si trasforma in un fiume di discorsi che manco mi ricordo cosa devo mandarti ma sicuramente ci metterò diverse mail, tra Ligabue e Bottura e Zamoc e Lenny e Fotografia Europea e libri da scrivere insieme e locali di Reggio e un appuntamento alla prossima birra, a quattro, che mi fanno sempre ridere queste cose.

Corro per una cena famigliare che ho lisciato di brutto, mi ritrovo a sgranocchiare una pizza fredda e insipida mentre mia madre sfoglia vecchie foto di Casinalbo pensando al tizio di Google che triangola la mia posizione e magari ascolta i discorsi dal microfono del mio telefono, e vorrei guardarlo in faccia mentre gli chiedo se ci ha capito qualcosa almeno lui, se si è fatto un’idea di chi io sia o di dove io stia andando, perchè a volte ripenso alla mia vita e agli incontri e sembra la sceneggiatura di un film o il disegno di un qualche dio e mi chiedo come sia possibile, se non sia uno scherzo.

Il ritorno.
Mi mancava casa, il freddo, la facilità con cui si catalizzano persone e cose.
Andare via mi ha fatto bene, c’ho una cazzimma che non finisce più.

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3 Risposte

  1. Quanti ritorni mi hai ricordato , mi hanno sempre dato la sensazione che mi mancasse qualcosa o che lasciassi qualcosa li sul posto

    3 febbraio 2017 alle 16:09

    • C’è sempre uno scarto tra il prima e il dopo, le distanze creano dei vuoti che vanno riempiti in qualche modo.

      6 febbraio 2017 alle 11:41

      • I ricordi prendono sempre un colore particolare

        6 febbraio 2017 alle 20:24

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