"…è un modo di vivere." HCB

La Violenza

Una volta da piccolo ho fatto a schiaffi con mio fratello (e le ho prese nonostante fossi più grande, perchè sono uno sfigato), e poi non ho più picchiato nessuno.
Poi, qualche tempo fa mi è venuta voglia di tirare uno schiaffo a una persona.
Non “prenderla a schiaffi”, ma Uno Schiaffo. Uno solo.
Perchè è riuscita a portarmi all’esasperazione in un modo talmente cieco e ottuso che se ci ripenso mi dico ma no dai, è impossibile, e invece vado a rileggere roba che ho scritto in quel periodo e -per me- è andata davvero così.
Sento l’impulso partirmi dal piede in appoggio, la spalla che alza il braccio e la mano che frusta l’aria mentre una specie di torpore mi invade la testa, una bolla di sapone che mi restituirà il libero arbitrio solo nel momento in cui sentirò il ciocco: ssSSS-CIAFFF!
Come se fossi mosso da una volontà non mia che si deve manifestare perchè è Il Destino e non ci si può opporre e vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.

Questo post l’avevo scritto tempo fa, sono pensieri ormai lontani. E’ solo che qualche sera fa è tornato fuori questo discorso qua, che le donne sono totalmente indifese rispetto alla violenza fisica da parte degli uomini e che noi uomini siamo altrettanto inermi di fronte alla violenza psicologica da parte delle donne, ed è un tipo di violenza che fa male uguale e che lascia dei segni che non si cancellano con una gara di rutti o una risata dopo una scoreggia o tutte quelle cose che ci piace fare a noi maschi semplici e primitivi.

Quello schiaffo è lì, caricato sotto la pelle del palmo della mano, dedicato a quella guancia e a lei sola. Per punizione alla mia insolenza ho lavato i piatti nonostante avessi cucinato, ma tanto lavare i piatti mi piace. Solo che la spugnina verde gratta via l’unto, ma non quel prurito.

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4 Risposte

  1. Filippo Macchi

    Sante parole.

    24 febbraio 2017 alle 14:13

  2. Il prurito non passa neanche sfregandosi con la carta vetro , inoltre la controparte amplifica la provocazione portandoti al limite che tu non vorresti mai superare e allora..
    L’ultima volta che sono arrivato a quei punti sono uscito di casa e mi sono ripresentato dopo 3 anni..lei non c’era più ed è finito il prurito ..ora riconosco i sintomi ma lascio scivolare perché non voglio passare i limiti e non voglio cicatrici indelebili

    24 febbraio 2017 alle 14:22

    • Esatto, la provocazione: perchè? Si discute per risolvere, non per puntare il dito, poi se siamo su due posizioni inconciliabili bisogna riconoscere quand’è il momento di fermarsi. O di venire via. La fuga sembra sempre un atto di vigliaccheria ma a volte rimane l’unica strada per evitare uno scontro che non porta a niente.

      27 febbraio 2017 alle 12:12

      • Hai toccato il punto
        Si discute per risolvere ma se da una parte si avverte provocazione forse è il momento di ponderare per non superare i limiti …la fuga ? sapessi quante e con il senno di poi erano tutte propedeutiche

        27 febbraio 2017 alle 12:23

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