"…è un modo di vivere." HCB

La prima volta e la crisi dei trent’anni

Una volta avevo una morosa. Eravamo entrambi molto giovani e non sapevo bene come prenderla, conoscevo l’amore solo attraverso le canzoni e i film e i libri. Ci vedevamo ogni giorno sull’autobus, le poche volte che trovavamo un posto a sedere la prendevo in braccio e quando tornavo a casa mia mamma mi diceva che qualcuno ci aveva visti e che era meglio non farlo. Piuttosto stai in piedi, che non sta bene. Per dire in che tempi vivevamo.
Pensavo ovviamente che fosse l’amore della mia vita, ne sono stato convinto per un intero mese finchè non ho scoperto che si era baciata con un altro della nostra compagnia. Non fu l’unica volta ma non sapevo bene come prenderla, quindi nei parlai con lei. Fu inutile. Gli altri, stronzi come solo gli adolescenti sanno essere, ci andarono giù pesante anche di fronte a me, ci stavo malissimo, se ci ripenso adesso mi viene da sorridere a tanta tenerezza ma allora erano mazzate delle peggiori. Mi sfogavo facendo dei gran giri persi in bici e ascoltando i Queen a tutto volume. La storia è durata un anno, di più non ce l’ho fatta, poi poco dopo si è messa con un altro, uno dei miei migliori amici, venne a chiedermi se secondo me aveva fatto la scelta giusta. La mandai a cagare e cambiai compagnia. Avevo quindici anni e questo è stato l’imprinting, l’accesso al magico mondo dell’amore.

Poco tempo fa mi ha ricontattato. Dopo vent’anni. Perchè era strano che nonostante abitassimo così vicini ci fossimo persi di vista per così tanto tempo. Voleva rivedermi, recuperare. Per tagliar corto ho detto che non so se fosse il caso, e di rinforzo che avevo una morosa gelosa che non vedeva di buon occhio la cosa. Mi ha risposto che si è sentita offesa ed è partita con una filippica sulla fiducia reciproca tra innamorati e sui rapporti che legano troppo, sul fatto che ci vedevamo già qualcosa di male e che era un giudizio pesante sulla sua persona, che non aveva intenzione di ritornare alla carica, che avevo paura del passato che ritorna ecc ecc ecc. Mi sono scusato della risposta, è solo che preferivo vivere nel presente e lasciare il passato dove sta, investire sulle persone nuove piuttosto che riesumare vecchissimi rapporti ormai in disuso. Che se sono in disuso ci sarà un perchè.
L’idea che fosse un modo per glissare l’aveva sfiorata, aveva solo fatto quello che aveva sentito: perchè rivederci dopo vent’anni? Ma invece perchè no!? Che lei non ha mai sentito il peso del passato e non ha mai tagliato fuori le persone dalla sua vita, che quel giorno si sentiva di ricontattarmi e ha pensato bene di farlo.
Non ho risposto, non avevo niente da aggiungere, o da rispondere.

Di quei tempi ricordo il profumo dei tigli, la bici caricati in due, il primo bacio tra le margherite del parchetto di Baggiovara. Lo stesso parco dove giocavo da bambino.
Quei posti sono vicinissimi a casa mia, ogni tanto capita di ripassarci, quasi mai ci penso.
Sono semi già marciti in altre stagioni, la radice cerca il fondo e ispessisce il tronco per la nuova primavera.

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