"…è un modo di vivere." HCB

Marzo ha giornate lunghe

Poco tempo fa ero in crisi pesa. In questo periodo lo sono sempre, è il periodo in cui ho meno soldi perchè non è che si lavori granchè, ma non è questo che mi preoccupa: è il momento di procacciarsi i matrimoni, solo che evidentemente non sono bravo a vendermi o dovrei calare i prezzi, poi ultimamente ho scoperto che “prezzi” e “braghe” per qualcuno sono sinonimi.

-Quanto vuoi per un matrimonio?
-1000€
-Eeeeh, così tanto?
-Sì perchè ho un’attrezzatura pro, due reflex così in caso di rottura ho l’altra, doppio slot così se si strina una schedina ho le foto salvate anche sull’altra, lenti luminose così se c’è poca luce…
-Va beh ma quell’altro vuole 200€ in meno, grazie, ciao.
Preferirei un “guarda, lo stile di quell’altro mi piace di più e preferisco che sia lui a raccontare uno dei giorni più importanti della mia vita”, e invece ci sono quei 200€ che fanno proprio la differenza.
Mi viene voglia di vendere tutto, comprare una entry level con obbiettivo kit e lavorare così, leggero di spalle e di testa, senza garanzie e senza cespiti. Poi se si rompe la macchina, se c’è poca luce, se le foto vengono sgranate cazzi loro.
Solo che lavorare così è una merda, quindi tanto vale fare altro e farlo bene. Un bel lavoro manuale, di quelli in cui non c’è da pensare, che se è un periodo di merda non devo per forza essere creativo, che garantiscono ferie e malattia pagate, di quelli che all’attrezzatura e all’aspetto commerciale e promozionale ci pensa qualcun altro, di quelli in cui la prestazione offerta ha quantità misurabili.

Poi come per magia arriva un messaggio, poi una chiamata, poi un altro messaggio e devo far slittare tutto avanti di due settimane perchè non so da che parte prendere. Tra l’altro roba tosta, il backstage a un documentario su un certo tipo di malati terminali, sul mondo che ci gravita attorno. Arrivo a sera svuotato, penso agli operatori e alla forza che hanno per affrontare quella quotidianità col sorriso. Voglio chiedere di sviluppare un progetto mio, per un po’ l’ho vissuto anch’io quel mondo anche se attraverso il filtro dei miei genitori. Adesso mi sento pronto.
Si parte sempre da se stessi, dal proprio vissuto.
Vissuto che non si ferma, la vita continua e ho un’ora per cambiare vestito e presentarmi a cena da Luca. Scopro che ci sono due gradi di separazione tra me e Helmut Newton, che uno shooting può trasformarsi in una sbronza colossale collettiva e dichiarata alla Rana, che il calore di una famiglia scalda più del camino, che sono ancora in grado di tenere in braccio un cinno di pochi mesi senza ammazzarlo, che la Stefi è diventata una bravissima mamma lavoratrice, che la Nanda sa bussare alla porta ma non sa quello che vuole e che riesco a reggere molto più alcol di quanto pensassi. Forse l’alcol è il motivo per cui io e Luca ci vediamo così poco nonostante siamo così amici, è istinto di conservazione.
Ho il suo album tra le mani, copia 11/99.
Un disco scritto, registrato e suonato da Luca durante i quattro giorni della tempesta di neve del 2010.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...