"…è un modo di vivere." HCB

La differenza tra professionista e professionale

Una volta ho lavorato per un fotografo matrimonialista.
Mi aveva contattato dopo aver visto alcune mie foto ma voleva vedere come lavoravo, quindi il primo matrimonio insieme non mi avrebbe pagato.
E’ stato un matrimonio abbastanza insipido, non c’è niente di male, solo che un fotografo lavora sulla realtà e se non succede nulla di interessante si fa fatica a tirare fuori qualche foto memorabile. Volevo fare bella figura e mi sono sbattuto tanto nel cercare l’inquadratura giusta, le espressioni, la luce, tanto che qualche giorno dopo mi ha chiamato per dirmi che era molto soddisfatto e che avevo fatto foto molto più belle delle sue.
-“Quindi mi paghi?”
-“No, avevamo detto che venivi gratis…”
Mi sono girati i coglioni ma va beh, gli accordi erano quelli e amen.

Dopo quello mi ha assegnato altre quattro date, sempre in affiancamento a lui, per un prezzo ridicolo, ovviamente in nero. Ho stretto i denti e me lo sono fatto andar bene, avevo poca esperienza e dovevo pur cominciare a farmi un portfolio.
A quel tempo scattavo con 5Dmark2 16-35L e un 70-200L f2.8 IS per i dettagli: non gli andava bene, voleva un 24-70L e me lo sono fatto prestare.
Lui aveva due camere, una 5Dmark2 macinata che ogni tanto si impallava, una 7D che faceva strani rumori, un 24-70L che quando zoomava a 24mm faceva un clunk sospetto: una qualche lente interna si spostava e la parte sotto era tutta sfocata nonostante il resto fosse a fuoco. Le uniche lenti che si salvavano erano un 17-40L f4 buio come la notte e un 50 f1.8 seconda versione, una lente dal buon rapporto prezzo prestazioni, ma non ci avrei fatto troppo affidamento.
Il primo matrimonio era in centro, qualche giorno prima mi è venuta l’idea di chiedere il permesso per la ZTL, “ottimo, io non ci avevo neanche pensato!”. Anche questo matrimonio era abbastanza insipido, in un agriturismo che offriva pochi spunti ma la luce era fantastica. Durante gli scatti in posa mi ha chiesto in prestito gli obbiettivi perchè non si fidava della sua attrezzatura, gli ho chiesto perchè non la faceva sistemare e mi ha risposto “perchè mai? tanto lavoro sempre con un altro fotografo…”
In pratica ero un mix tra un fotografo, un’assicurazione e un noleggio, ma con un rapporto prezzo/prestazioni incredibilmente vantaggioso. Rapportato alle ore nemmeno in pizzeria mi avrebbero dato così poco, e per lavorare in pizzeria non avevo bisogno di 5000€ di attrezzatura. Ero incazzatissimo, avrei voluto rispondergli ma eravamo con gli sposi e non ho detto niente. Non vedevo l’ora che la giornata finisse, invece è durata quattordici ore. Tra l’altro mi dava già fastidio lui come persona, a pelle; alla luce di queste cose era diventato insopportabile. Tornando a casa ero molto silenzioso, lui ha dato la colpa alla stanchezza e mi fa “senti, se ti pagassi con fattura? Ovviamente la cifra che avevamo concordato sarebbe lorda… anzi, sì dai, facciamo così che mi sento più tranquillo”
Fumavo. Gli ho detto che ci avrei pensato. Ho preso tempo per evitare di esplodere.

Ci ho pensato su tre giorni ma la rabbia non mi è passata.
Sono andato in studio a riprendermi le schedine e gli ho detto che per una cifra così ridicola preferivo andare al mare. Mi ha detto che gli accordi andavano bene a entrambi e che non era professionale rimangiarseli, gli ho risposto che per me non era professionale nemmeno lavorare con l’attrezzatura marcia e appoggiarsi a quella del secondo fotografo, e che se voleva che gli facessi le altre date doveva darmi la cifra che chiedevo. I toni si sono scaldati, mi ha detto che se prima mi apprezzava adesso non mi apprezzava più, che non ci si comporta così, che con lui avevo chiuso e che non mi avrebbe nemmeno pagato il matrimonio appena fatto.
Sono uscito sbattendo la porta, con un senso di leggerezza nello stomaco e la sensazione che si ha appena usciti dalla doccia dopo una sudata memorabile. Non ci ho più avuto a che fare. Ultimamente mi è tornato in mente e sono andato a vedere cosa combina: è diventato un pezzo grosso dei matrimoni, lavora tanto e fa le stesse foto di allora, foto che a me non piacciono come non mi piacevano allora, solo che al contrario di me è molto bravo a vendersi.
Devo ammettere che in questo lo apprezzo, perchè è una dote che mi manca e su cui devo lavorare. Volevo affiancarlo proprio per imparare questo aspetto, ma c’è un limite anche allo sfruttamento.
Chissà se ha cambiato attrezzatura… ma tanto non sono cazzi miei.

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